Postato in data 9 gennaio 2020 Da In Società

UN MONDO DENTRO L’INQUIETUDINE

Mentre il medio oriente  torna a infiammarsi per i venti di guerra che soffiano minacciosi tra Iran e USA, dall’altro capo del mondo l’Australia  è in preda alle fiamme che da mesi devastano il suo territorio, estese aree boschive e il il suo patrimonio faunistico con la morte di diverse specie animali (canguri,Koala, ecc.).

Una vera apocalisse, che oltre ad avere già devastato e incenerito oltre 8,4 milioni di ettari di superficie boschiva pari all’estensione dell’intera Austria, e distrutto almeno duemila case facendo venticinque vittime, ha ucciso, secondo una stima del WWF, oltre mezzo miliardo di animali selvatici. Un densa coltre di fumo dai surreali toni arancioni ammorba l’aria, oscura i cieli e rende il paesaggio spettrale cose se fosse stato colpito da un ordigno nucleare.

La situazione risulta fuori controllo con temperature alte amplificate dal riscaldamento globale. La colonna di aria rovente causata dalla notevole estensione degli incendi si sposta velocemente per migliaia di chilometri interessando l’Argentina, il Cile, e le coste più meridionali dell’America latina.

Questa catastrofe australiana ma anche planetaria rappresenta un vero campanello d’allarme per tutta l’umanità, infatti i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale, la siccità, le alte temperature, minacciano pericolosamente ghiacciai con innalzamento del mare, foreste biodiversità,, la sicurezza alimentare e la salute di intere popolazioni. I media da settimane hanno acceso i riflettori sul disastro ambientale dell’Australia, tralasciando gli stessi  fenomeni che con pari gravità investono le foreste dell’Amazzonia, della Siberia e dell’Africa.

Servirà lo sforzo internazionale per spegnere i tanti focolai di guerra e uno sforzo di assoluta saggezza per ridurre le emissioni climalteranti per limitare la crescita della temperatura media globale entro i due gradi a fine secolo. Se la cecità egoistica dell’uomo non sarà in grado di attuare tale progetto allora le emergenze planetarie si avvieranno verso un punto di non ritorno e il mondo si troverà definitivamente dentro la catastrofe. 

 PAOLO CARUSO

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