Postato in data 17 dicembre 2021 Da In Soldi

UN MODELLO DI SERRA SOSTENIBILE EUROMEDITERRANEO PER CAMBIARE LA FILIERA AGROINDUSTRIALE

Avviato oggi il Living Lab per facilitare il confronto tra i protagonisti della filiera.

 

 Dimostrare come sia possibile, attraverso coltivazioni idroponiche senza suolo secondo il modello Agriponic e con nuovi e moderni impianti tecnologici, cambiare la filiera agroalimentare per renderla più sostenibile. E’ l’obiettivo del progetto INTESA che stamani al Libero Consorzio tra Comuni di Ragusa ha presentato i primi studi, contestualmente ai risultati finora ottenuti, e avviato la prima fase del Living Lab, uno degli obiettivi progettuali per avviare animazione territoriale e confronto tra i protagonisti della filiera agroalimentare per definire un modello di produzione sostenibile per le colture protette a cui attenersi a livello Euro-Mediterraneo.

Un vero e proprio modello di serra sostenibile, partendo dal modello di coltivazione Agriponic, coltivando senza substrato e a ciclo chiuso.

Il progetto è co-finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Eni Italia-Tunisia, che mira a promuovere e sostenere la ricerca e l’innovazione per creare reti transfrontaliere di innovazione e ricerca nel settore agroalimentare.

A coordinare il percorso progettuale, compreso il laboratorio, è la Sosvi – la Società del Patto Territoriale Ragusa ed Agenzia di sviluppo locale con la collaborazione tecnico-scientifica dek CREA del Ministero delle politiche agricole e l’esperienza operativa della OP Moncada di Ispica dove viene realizzata la serra pilota Agriponic. Anche durante questo primo appuntamento dedicato al Living Lab sono stati coinvolti attivamente attori del territorio, tecnici, aziende, istituti di ricerca, decisori politici, sindacati, rappresentanti di categorie e di consumatori.

“Il progetto INTESA che abbiamo proposto, sta per innovazione tecnologica in agricoltura per la realizzazione di un modello di serra sostenibile che tenga conto della sostenibilità ambientale e della produzione di cibo sano per tutti – spiega Giovanni Iacono, amministratore delegato della So.Svi. – Abbiamo iniziato con il Living Lab per contribuire alla realizzazione di questo  modello. Abbiamo realizzato una serra pilota a Ispica con il metodo agronomico e speriamo di poter condividere le esperienze di questo tipo di coltivazioni con i produttori, gli agricoltori, i consumatori.

Il progetto durerà ancora un anno e tenderà a raggiungere l’obiettivo di puntare su di un’agricoltura sostenibile guardando alla serricoltura come centro focale importante della nostra agricoltura. Va detto che nella fascia trasformata da Pachino ad Agrigento ci sono oltre 9000 ettari di serre di cui 2000 fuori suolo, cioè ad alta tecnologia, la più alta concentrazione di serre orticole d’Europa dopo Almeria e Spagna e dobbiamo prenderne atto e agire di conseguenza. In Tunisia sono già previste attività collegate a quelle italiane mentre le attività scientifiche saranno condotte da Crea del Ministero dell’Agricoltura”.

Stamani sono intervenuti Walter Fidone per l’Ordine degli Agronomi, Giovanni Capuzzello per Op Moncada, Giuseppe Pachino per Crea, Irene Sollena per il segretariato tecnico congiunto, Matteo Pirrè per la Sosvi mentre ad introdurre e moderare i lavori è stata Emilia Arrabito coordinatrice del progetto mentre per il Libero Consorzio ha portato i saluti il commissario Salvatore Piazza.

Il partenariato è costituito per la Tunisia dall’Unione Nazionale per l’Agricoltura e la Pesca (Utap), accompagnata da Enis – Scuola Nazionale di Ingegneria Informatica e Iit – Istituto Internazionale della Tecnologia di Sfax, per la Tunisia. I partner associati sono il Comune di Scicli, il Comune di Ispica, l’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Ragusa, il Centro di Ricerca sull’orticoltura CTPTA di Tunisi e Urap di Manouba. Hanno già aderito alla rete INTESA per una collaborazione più proficua altri enti quali il Collegio dei periti agrari, gli istituti tecnici e professionali dell’agricoltura della Provincia, i GAL e le associazioni agricole di categoria, comune di vittoria e Vittoria mercati presenti con i suoi rappresentanti all’incontro. Maggiori info sul sito del progetto e sulla pagina facebook  https://www.facebook.com/IntesaTUNISIEITALIE

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