Postato in data 27 dicembre 2019 Da In Società

UN CONTO DI FINE ANNO AMARO PER QUESTA ISOLA CHE NON SA PIU’ SPERARE

La Sicilia, isola dalle molteplici bellezze artistiche monumentali, rappresenta un museo a cielo aperto, uno scrigno pieno di tesori, un fascino particolare da offrire agli innumerevoli visitatori. Un’isola sofferente, una società afflitta da innumerevoli problemi, dove è venuta meno la speranza e l’ardire dei giovani che stanno spopolando questa terra meravigliosa, costretti ad una emigrazione forzata alla ricerca di un futuro.

Questa costante assenza della migliore gioventù, delle migliori intellighenzie, fa si che viene a mancare quella forza propulsiva che tanto potrebbe dare al futuro e allo sviluppo socio economico della Sicilia. Un’isola matrigna che non sa abbracciare più i suoi figli ne proteggere i suoi abitanti, segnata dal grigiore cupo che come una cappa tende sempre più a soffocarla.

Non ci sono più fremiti di passione comune, ne collettività pensanti, ne una opinione pubblica capace di organizzarsi, di esprimere dissenso in grado di contrastare seriamente il potere.

Rimane ben salda una classe politica poco illuminata, da sempre arroccata all’interno del palazzo a tutela dei propri privilegi, sorda e cieca alle necessità del popolo siciliano; così che la Sicilia “Bella senza anima” oggi non rappresenta altro che “Polvere di stelle”.

Paolo Caruso

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