Postato in data 5 dicembre 2018 Da In Città Con 22 Visualizzazioni

SI CELEBRA CON UN RICCO PROGRAMMA IL QUARANTENNALE DELLA COSTITUZIONE DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI RAGUSA

MOSTRE, LECTURE ED INCONTRI SU “IL RIUSO DELLA CITTA'”

Un ricco programma di mostre, lecture e incontri dal titolo “Il riuso per continuare la città”. Una serie di appuntamenti promossi dalla Fondazione Arch per celebrare nella maniera più degna possibile un anniversario che merita la massima attenzione, la ricorrenza dei 40 anni dalla costituzione dell’Ordine degli Architetti della provincia di Ragusa. Ieri pomeriggio, al cinema Lumiere di via Archimede, la presentazione del programma che andrà avanti sino all’inizio del prossimo mese di giugno. Erano presenti anche il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, e il soprintendente Calogero Rizzuto.

A fare gli onori di casa il presidente dell’Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Ragusa, Salvatore Scollo, e il presidente della Fondazione Arch, Vittorio Battaglia. In calendario le seguenti mostre: Giardino di Giardini di Roberto Collovà dal 30 gennaio al 15 febbraio nel loggiato della cattedrale di San Giovanni a Ragusa; Relitti di Davide Virdis, con l’introduzione di Fatos Dingo, dal 22 febbraio al 20 marzo, nel convento di Santa Maria del Fiore a Modica; Incompiuto: la nascita di uno stile (alterazioni video, fosbury architecture) il 15 marzo nel loggiato della Cattedrale di Ragusa; N.Y. Higt Line di Michele Nastasi dal 19 aprile al 5 maggio nel loggiato della Cattedrale di San Giovanni a Ragusa; Interventi sull’ordinario di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, dal 30 maggio al 5 giugno, nel loggiato della Cattedrale di Ragusa.

Per l’occasione, l’architetto Grasso Cannizzo terrà una lecture sullo stesso tema della mostra il 30 maggio nella chiesa della Badia a Ragusa. Le altre lecture in programma sono: “Azioni sulla costa sud di Palermo” di Roberto Collovà, in programma il 30 gennaio nella chiesa della Badia; Centro polifunzionale a Modica di Emanuele Fidone il 22 febbraio al convento di Santa Maria del Fiore a Modica; Rigenerare Corviale di Laura Peretti il 15 marzo nella chiesa della Badia a Ragusa; Progetti contemporanei (Obr OpenBuildingResearch) di Paolo Brescia e Tommaso Principi il 19 aprile nella chiesa della Badia; Current Works di Anne Lacation e Jean Philippe Vassal il 2 maggio nella chiesa della Badia. L’iniziativa, con un corso di seminari, sul tema “Dell’abbandono: censimento per possibili riusi”, che ha preso il via ieri, andrà avanti sino al 5 giugno. Così come, sino al 5 giugno, la rassegna cinematografica con i contributi di Tullia Giardina e Danilo Amione, ospitata al cinema Lumiere, che ieri è stata caratterizzata dal primo momento con la proiezione del fim “Mon Oncle” con introduzione di Tullia Giardina.

A completare il programma la festa dei 40 anni con l’Hjo Orchestra dinner party and dj set, in programma il 21 dicembre alle 19 al castello dei Conti di Modica. “Le argomentazioni che saranno trattate in questi appuntamenti – sottolinea il presidente Scollo – non possono prescindere dal riuso. E’ la direzione in cui chiediamo di andare avanti con la nostra attività professionale lungo la direzione del risparmio dei suoli, non più cementificazione ma massimizzazione del patrimonio edilizio esistente. Spero che i nostri iscritti sappiano cogliere al meglio questa opportunità per avviare una riflessione a tutto campo”.

E il presidente della Fondazione Arch Battaglia aggiunge: “Abbiamo coinvolto professionisti e studi di levatura nazionale e internazionale. Quattro le sezioni in cui è stato suddiviso il programma, compresa una call rivolta agli iscritti dell’Ordine e che riguarderà il tema dell’incompiuto. Abbiamo predisposto di organizzare un evento al mese per far sì che l’approfondimento sul tema del riuso possa essere costante nel tempo”. La professoressa Giardina, invece, ieri sera ha presentato il primo film proiettato: “Mon Oncle”, Francia, 1958. “Con questa pellicola – ha detto – abbiamo cercato di introdurre un tema importante per comprendere se la modernità è stata una promessa realizzata oppure no. Un film, dunque, che si è prestato benissimo per avviare un dialogo tra l’architettura e il ripensamento degli spazi urbani, mettendo in chiaro qual è il senso dell’architettura oggi, dell’abitare più in generale. Dunque dalla proiezione è arrivato un impulso culturale che speriamo possa essere proficuo”.

La Redazione

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