Postato in data 25 novembre 2020 Da In Soldi

RAGUSA – “RISTORI TER”. RISORSE PER LE FASCE PIÙ BISOGNOSE

Chiesta un’interlocuzione ai Comuni per le modalità di intervento. La CGIL a sostegno degli enti per accedere agli aiuti

 

Il Decreto “Ristori-Ter”, oltre a incrementare il finanziamento delle misure adottate con i precedenti decreti “Ristori”, in particolare per le regioni oggetto di maggiori restrizioni a causa dell’emergenza pandemica, con l’articolo 2 istituisce nello stato di previsione del Ministero dell’Interno un Fondo di 400 milioni per consentire ai Comuni l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare. Le risorse saranno erogate a ciascun Comune entro 7 giorni dall’entrata in vigore della norma, pubblicata in Gazzetta Ufficiale ieri, 23 novembre 2020.

Chiediamo pertanto di avviare nuovamente un’interlocuzione con le Amministrazioni Comunali al fine di individuare le migliori modalità di azione per garantire sostegno alla popolazione con interventi mirati a valere sulle risorse stanziate da questo provvedimento.

Il protrarsi della pandemia, con le sue gravi conseguenze economiche, rende necessario sviluppare una capillarità di intervento che assicuri il necessario aiuto sia ai nuclei già noti ai servizi sociali sia a quei nuclei che hanno visto la propria condizione peggiorare drammaticamente con il perdurare della crisi.

L’art. 2 del decreto legge 23 novembre 2020, n. 154 (cd. Decreto Ristori-ter), recante “Misure finanziarie urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 291 del 23 novembre 2020, prevede una disposizione  rubricata “Misure urgenti di solidarietà alimentare”.

La norma dispone che “ Al fine di consentire ai comuni l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’interno un fondo di 400 milioni di euro nel 2020, da erogare a ciascun comune, entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sulla base degli Allegati 1 e 2 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 658 del 29 marzo 2020. 2.

Per l’attuazione del presente articolo i comuni applicano la disciplina di cui alla citata ordinanza n. 658 del 2020. 3. Le variazioni di bilancio riguardanti l’utilizzo delle risorse trasferite dal Bilancio dello Stato connesse all’emergenza COVID-2019 possono essere deliberate dagli enti locali sino al 31 dicembre 2020 con delibera della giunta”.

Nei tre commi la disposizione, che replica l’esperienza già effettuata nella prima fase dell’emergenza pandemica, prevede innanzitutto l’attribuzione entro 7 giorni a ciascun Comune di un contributo pari all’importo ottenuto sulla base ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 658 del 2020, contributo determinato nell’Allegato 1 e nell’Allegato 2 alla citata ordinanza I Comuni sono chiamati ad utilizzare le risorse nel rispetto della “disciplina di cui alla citata ordinanza n. 658 del 2020” (comma 2).

Pertanto, le risorse debbono essere destinate, come previsto dall’art. 4, comma 2, della citata ordinanza, all’acquisto e alla successiva erogazione:

  1. a) di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun Comune nel proprio sito istituzionale;
  2. b) di generi alimentari o prodotti di prima necessità.

Ancor una volta emerge la necessità di dare sostegno alla popolazione, soprattutto in una realtà sociale ed economica come la nostra nella quale sussistono estese sacche di povertà assoluta costituite da persone escluse dalle misure di sostegno erogate a favore di imprese e lavoratori.

Ci sono persone che vivono di lavoro nero, economia sommersa ed informale che in una situazione di “normalità” consentono la sopravvivenza, cosa impossibile in questa situazione di grande limitazione di movimento e lo stato di fermo di tanti comparti produttivi. Emerge sempre di più il bisogno di avere sostegno attraverso beni di prima necessità da parte di stranieri presenti nel nostro territorio e dei loro nuclei familiari.

Occorre pertanto organizzare l’ accesso agli aiuti attraverso modalità a bassa soglia perché, come abbiamo già sperimentato, la platea interessata a queste forme di aiuti necessità anche del sostegno per la formulazione delle richieste, la trasmissione di domande, etc. Per questo la Cgil di Ragusa attraverso il proprio sistema servizi si rende fin da subito disponibile a collaborare con i Comuni per permettere alle persone di accedere agli aiuti.

RISORSE DISPONIBILI PER I COMUNI DELLA PROVINCIA DI RAGUSA

COMUNE POPOLAZIONE RISORSE
ACATE 11431 € 119.798,91
CHIARAMONTE GULFI 8128 € 76.068,07
COMISO 30073 € 291.983,22
GIARRATANA 2923 € 24.071,22
ISPICA 16317 € 148.662,70
MODICA 54268 € 462.310,29
MONTEROSSO ALMO 2942 € 26.008,80
POZZALLO 19427 € 167.845,47
RAGUSA 73373 538.631,77
SANTA CROCE CAMERINA 11009 104.377,11
SCICLI 26962 € 242.825,41
VITTORIA 64040 € 647.352,74

di Redazione

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