Postato in data 17 novembre 2019 Da In Legalità-2

RISPOSTA DEL PD AL SINDACO DI MODICA SUL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO

Ancora bufale sulla scuola: un’amministrazione incompetente e disonesta vende fumo e incanta serpenti. Bisognerebbe spiegare al sindaco che ogni tavolo tecnico di concertazione può esprimere solo proposte e che il piano di dimensionamento è di competenza dell’Ufficio Scolastico Regionale che valuta le proposte degli enti locali e soprattutto osserva la loro conformità alle regole. Ma quando si parla di regole e ruoli il super-sindaco tenta raggiri sotterfugi: a lui tutto deve essere concesso.

La proposta avanzata dall’Amministrazione non è conforme neanche allo stesso Decreto Assessoriale (D.A. 4774 del 18 Settembre 2019) per una serie di motivi. Infatti, non tiene conto della distribuzione territoriale dei plessi in relazione al bacino di utenza perché molte sedi non hanno alcun legame, si pensi Pirato con centro storico o Modica Alta con Frigintini (art 1, lettera f). Come dichiarato dalla stessa amministrazione, le scelte puntano a un riequilibrio numerico contravvenendo al D.A. (art 1, lettera h) perché il decreto riconosce l’impossibilità di rendere oggetto di razionalizzazione istituti che ne hanno subito tale procedura negli ultimi tre anni così come accaduto appena due anni fa all’Istituto “S. Marta Ciaceri” (art 1 lettera i). Non è sta rispettata la territorialità: sedi attigue appartengono a realtà scolastiche lontane e diverse (art 1 lettera l). Infine, non si tiene conto dei collegamenti esistenti tra i plessi e le affinità culturali e tradizionali: si legano realtà dei centri urbani a centri periferici (art 2 n. 6).

Ma come se non bastasse, l’amministrazione parla di sinergia tra dirigenti e sindacati ma siamo a conoscenza che alcune scuole hanno avanzato controproposte e che i sindacati sono stati solo informati senza poter presentare controproposte o indicazioni.

Inoltre il dimensionamento, a nostro modo di vedere, condanna non solo l’istituto S. Marta Ciaceri ma l’intero centro storico a ferite che nel tempo potranno esserne fatali. L’istituto possa da oltre 1200 alunni a poco più di 1000 con un bacino che resta quello del centro storico oggi in forte spopolamento.

Quindi, non solo il Sindaco dovrebbe avere l’onestà di ammettere che non c’è nulla di fatto perché la scelta appartiene Ufficio Scolastico Regionale che ancora non si è espresso, ma, inoltre, dovrebbe rivedere la stessa proposta che non rispetta le regole e condanna le scuole così che a farne le spese saranno alunni, genitori, docenti e l’intera città.

Ignazio Abbate
Responsabile politiche giovanili e scolastiche Pd di Modica.

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