Postato in data 2 ottobre 2019 Da In Spettacoli

RIFLESSIONI DI UNA SICILIANITA’ ATTIVA

Dopo la trasmissione “non è l’arena” di Massimo Giletti, andata in onda domenica scorsa (29 settembre), mi pare che ci sia poco da dire se non quello di riaffermare quanto sia grande la rapacità e l’inettitudine della quasi totalità della classe politica siciliana.

Il rappresentante per eccellenza nonchè presidente del parlamento più antico d’Europa ha raccolto nella trasmissione i frutti della sua “nobile” e pluridecennale esperienza politica spesi tutti a tutela della casta e dei propri interessi.

Del resto ancora oggi riecheggiano le parole del presidente Miccichè a difesa dei vitalizi e dei privilegi dei parlamentari, “uomini che hanno dato tanto alla Sicilia e ai quali la Sicilia deve tanto”… La casta ancora una volta asserragliata dentro il palazzo rimane sorda alle richieste e ai bisogni dei cittadini e appare come “l’asin bigio (di carducciana memoria) che, rosicchiando un cardo Rosso e turchino, non si scomodò: Tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo E a brucare serio e lento seguitò” Così riluttante al contraddittorio e sfuggente ai riflettori dei media, il Miccichè  ha perso un’ottima occasione per riappacificarsi con la coscienza e con i Siciliani tutti, potendo finalmente ribadire il proprio punto di vista sulla politica siciliana, sulle strategie di governo dell’isola, e sui programmi inerenti la ripresa economica.

Così infine, l’ultima regione d’Italia in senso geografico ma anche e soprattutto in senso economico, priva di infrastrutture e sfregiata nella sua anima dai continui flussi migratori di tanti giovani protesi alla ricerca di un posto lavoro, rimane estremo baluardo degli innumerevoli privilegi, di un clientelismo esasperante, e di una politica inetta basata sul pressappochismo senza alcuna seria progettualità per la crescita e il riscatto di questa terra.

  Paolo Caruso

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