Postato in data 17 giugno 2020 Da In News

RESTA STABILE IL CONTAGIO DA COVID 19 IN SICILIA, MA…..

Resta stabile dentro un quadro di contenimento ormai consolidato il contagio da Covid19 in Sicilia. A distanza di 48 ore dall’ultimo report ufficiale la regione siciliana rilascia un nuovo rapporto sull’andamento dell’epidemia nell’Isola che riguarda le ultime 48 ore e che mostra numeri assolutamente sovrapponibili a quelli delle ultime settimane. Nonostante gli episodi di contagio noti di questi due giorni e qualche allarme forse un po’ sopra le righe; nonostante l’episodio del contagiato di Arezzo a spasso per Palermo e del contagio anche del figlio, il rapporto fra tamponi e nuovi contagiati resta simile anche se è basso il rapporto fra malati e guariti nell’Isola

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, negli ultimi due giorni (16-17 giugno) aggiornato alle ore 15 di oggi, in merito all’emergenza Covid19, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 184.412 (+4.085 rispetto a lunedì 15 giugno), su 154.287 persone: di queste sono risultate positive 3.462 (+4), mentre attualmente sono ancora contagiate 805 (-0), 2.377 sono guarite (+4) e 280 decedute (0).

Degli attuali 805 positivi, 28 pazienti (-6) sono ricoverati – di cui 3 in terapia intensiva (-1) – mentre 777 (+6) sono in isolamento domiciliare.

Nel complesso, in una situazione stabile, l’attenzione si focalizza sull’indagine relativa alla siero prevalenza che riguarda 120 comuni dell’isola e circa 11 mila siciliani. una indagine che serve a conoscere meglio il virus e a scovare i positivi asintomatici per meglio affrontare la questione sanitaria non solo oggi ma in generale anche in vista dell’autunno e della temuta nuova ondata che è tutt’altro che certa. Oggi l’assessore Razza ha lanciato un appello ai siciliani chiamati a questo esame a campione perché rispondano all’invito a sottoporsi al test nell’interesse collettivo oltre che personale.

L’indagine, in collaborazione con Istat e Cri su proposta dell’Associazione italiana di epidemiologia, coinvolge anche i medici di medicina generale e i pediatri. Lo studio, infatti, punta a caratterizzare le differenze tra generi, fasce d’età e sociali per comprendere al meglio le caratteristiche epidemiologiche a seconda dei territori del Paese; servirà inoltre a individuare le coorti target di una possibile vaccinazione, ovviamente quando essa sarà disponibile.

 

di Redazione

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