Postato in data 18 novembre 2020 Da In Politica

RAGUSA – CONTAGI IL CONSIGLIERE PD MARIO D’ASTA CHIEDE MISURE DRASTICHE

“Non c’è più tempo da perdere. Siamo già in ritardo. Il sindaco, oltre ad attuare con fermezza, per la nostra città, la linea dura, mettendo in campo tutte le prerogative per disporre quanto possibile al fine di contenere la diffusione dei contagi, deve attivare, e per giunta di corsa, questa è la mia proposta, contributi a fondo perduto per i comparti economico, produttivo, agricolo, turistico e commerciale.

Le partite Iva sono sul lastrico. E, ancora, invece di depotenziare la polizia municipale, scelta incomprensibile, si rafforzi l’organico, come chiediamo da mesi, anche se inascoltati, scegliendo il nome del dirigente del corpo. Perché in questa fase servono più controlli”.

E’ quanto afferma il consigliere comunale di Ragusa, Mario D’Asta, consapevole della difficoltà del momento ma anche dell’impopolarità che ci si può attirare addosso adottando determinate decisioni. “Il sindaco – aggiunge D’Asta – ci ha fatto conoscere, nelle ultime ore, come cambierà la geografia sanitaria, con riferimento soprattutto agli ospedali della nostra città. Allo stesso tempo, riteniamo che il primo cittadino abbia la possibilità di potere adottare decisioni forti che vadano al di là della chiusura di qualche via o piazza o dell’adozione di provvedimenti legati ai supermercati.

E’ necessario regolamentare tutta la vita del nostro territorio comunale per evitare occasioni di assembramenti come, purtroppo, ancora oggi accade ai mercati rionali o all’ingresso di qualche bar laddove si formano capannelli nei pressi delle attività che restano chiuse ma garantiscono il servizio di asporto. Visto l’incremento dei contagi, ritengo che non ci sia più tempo da perdere per limitare l’avanzata del virus che, purtroppo, nella nostra città sta facendo registrare numeri importanti”. “Sono scelte che occorre fare – continua D’Asta – e quindi non si capisce la ragione per cui si stia tentennando.

E’ indispensabile predisporre misure drastiche, chiedere limitazioni più stringenti, sollecitare ulteriori controlli se è vero, come ci è stato segnalato da più parti, che il coprifuoco delle 22 continua ad essere violato quasi sistematicamente da chi non ha le motivazioni per farlo. C’è poi il grande nodo delle scuole. Sono assolutamente consapevole del fatto che Cassì non ha la facoltà di chiuderle ma, in qualche modo, dovrebbe prendere atto del grido d’allarme che arriva dalle mamme che si sono costituite in gruppo e che richiedono l’adozione di provvedimenti specifici.

Tutto quello che può servire, in questa fase, per limitare gli assembramenti deve essere fatto. Si sta, per certi versi, ancora vivendo, in maniera inconscia, quella fase di rilassamento che ha caratterizzato l’intera stagione estiva. Qualcuno obietterà che non c’erano i motivi per adottare in quel periodo la linea dura. Ma era essenziale, importante, fare capire, già in quei frangenti, che il pericolo non era affatto passato, come, purtroppo, stanno dimostrando i numeri di adesso.

Accanto a ciò, diventa cruciale, per la sopravvivenza economica territoriale, predisporre una serie di misure che esulano dagli interventi del Governo nazionale e che, anzi, possano in qualche modo aggiungersi a queste, sino a completarle. Perché non attivare lo stanziamento di somme a fondo perduto sino a un massimo di 2.000 euro per quelle imprese che dimostreranno un calo di almeno il 50% del fatturato durante il periodo della crisi? Tutto può servire, ora, ad aiutare chi si trova in difficoltà.

E, in ogni caso, raccogliendo l’appello del presidente Mattarella alla responsabilità, che deve essere ancora più spiccata in questo delicato periodo, rivolgo un invito accorato al sindaco affinché definisca in maniera netta e chiara la rotta da seguire. Non possiamo aspettare che siano gli altri a farlo”.

di Redazione

Relativo a