Postato in data 25 marzo 2021 Da In Società

OMBRE E LUCI SULLA CAMPAGNA VACCINALE di Paolo Caruso

L’Italia delle regioni, con il famigerato articolo 5°, trova questa volta la sua massima espressione unitaria da nord a sud, da est a ovest nella disorganizzazione, nell’approccio e nella lentezza della campagna vaccinale anti covid, o come da manzoniana memoria ” dalle Alpi alle piramidi” si assiste a un susseguirsi di disguidi, di disagi, di file interminabili che logorano la pazienza dei cittadini e i conseguenziali assembramenti ne mettono a rischio la stessa salute.

Il senso di impotenza inizia già con la prenotazione vaccinale sia telefonica che con i mezzi informatici, diventando spesso un test di valutazione psichica o un vero gioco dell’oca con le sue pause e il ritorno inesorabilmente al punto di partenza. La Lombardia, regione presa da sempre come modello di efficienza e di sanità eccellente, dall’inizio della pandemia ha mostrato il suo vero volto, quello sfregiato da anni di cattiva politica, di clientele, di interessi particolari e di parte che hanno portato molto denaro ai privati tralasciando la sanita pubblica.

La pandemia ha fatto da cartina tornasole al connubio politica malaffare trovando giusto risalto nella cronaca dei giornali per le spese folli (mascherine, camici, ecc.),  per la cattiva gestione organizzativa (RSA, limitazione della medicina del territorio e della medicina di base), per la carenza di posti letto nelle rianimazioni, nelle aree di emergenza e nella rete ospedaliera lombarda in genere, e inoltre per la mancanza di un numero adeguato di personale sanitario e di specialisti rianimatori nella sanità pubblica.  Ma si sa, a Milano i vip e i politici si ricoverano nelle suite del “San Raffaele”…….e passano le loro vacanze “da untori” nelle discoteche più celebrate della Sardegna.

Anche le altre regioni come del resto la Sicilia affrontano, anche se la campagna vaccinale è in corso da diverse settimane, con notevole affanno questi giorni di “guerra”, vista la disorganizzazione e la lentezza che costringono i cittadini a lunghe file di attesa, a notevoli disagi  soprattutto ai soggetti fragili, ai disabili, e agli anziani. Un vero e proprio spettacolo vergognoso figlio di questi tempi e della cattiva gestione della “res publica”. Intanto un senso di frustrazione pervade quotidianamente i nostri “eroi” in attesa di sottoporsi alla agognata “punturina vaccinale”, pronti a far prevalere i propri egoismi, la propria irragionevolezza e i motivi personali anche di appartenenza.

Il tutto viene gestito alla carlona, mentre gli anziani aspettano chiusi nelle loro case in attesa della vaccinazione domiciliare che non si sa come e quando avverrà. In questo bailamme, in attesa che le autorità preposte abbiano chiara la reale situazione e prendano  consapevolezza delle difficoltà del momento, sarebbe opportuno valutare con la massima trasparenza le capacità gestionali dei commissari anti covid e anche le modalità di reclutamento del personale sanitario addetto alle vaccinazioni onde evitare le molte perplessità  addensatesi in queste ultime settimane. Infatti i disagi iniziali invece di ridursi sono sfociati nel caos più totale.

Basterebbe a tal proposito assegnare all’atto della prenotazione oltre alla fascia oraria un numero progressivo evitando così lamentele, proteste e atti di meschina furberia. Cosa si aspetta a coinvolgere i medici curanti nella vaccinazione anti covid? Tenendo conto della loro migliore capacità gestionale oltre che professionale, risparmiando così tempo e denaro (a proposito quanto sta  costando?), e raggiungendo capillarmente e più facilmente tutti i cittadini.

Dott. Paolo Caruso.

Relativo a