Postato in data 6 ottobre 2020 Da In Società

OMAGGIO ALL’AMICO SINCERO

Tutto ebbe inizio allo scoccare del mezzogiorno di un venerdì di inizio autunno, il 6 ottobre dell’ormai lontano 1950, con la nascita di un bimbo paffutello, dagli occhi azzurri e dai riccioli d’oro, che a detta dei miei genitori somigliava al Bambino Gesù posto nella piazza principale del paese natio.

L’innocenza e la spensieratezza dei primi anni vissuti nel calore della famiglia, di una famiglia unita, come allora era normale che fosse, ecco che viene interrotta dal suono di una campanella che scandisce l’inizio del mio primo giorno di scuola e l’ingresso ufficiale nella società.

Quanti timori, quante ansie, lontano dagli occhi vigili e protettivi dei miei genitori. Da allora tanto tempo è trascorso, e da quel giorno il susseguirsi degli anni mi ha condotto via via a studi sempre più complessi da quelli classici a quelli più impegnativi della facoltà di medicina.

Di quel bimbo pacioccone ormai rimane ben poco, solo quella parte di bambino che è presente nell’animo di ognuno di noi, mentre l’Uomo ha percorso la strada della vita in lungo e in largo con i suoi alti e bassi, con accanto la donna compagna di vita e l’affetto dei figli.

Oggi a ridosso del pensionamento dal mondo del lavoro, arriva il giorno del 70° compleanno, 70 anni di una vita intensa e frenetica ma che ora a fasi più lente verrà a scandire le ore delle mie giornate. E’ arrivato il tempo delle riflessioni, della pacatezza, della libertà, del vivere in famiglia, e perché no anche della nostalgia e dei rimpianti. Ormai il tempo è andato, e anche velocemente, non rimane altro che l’affetto della propria famiglia, degli amici e di coloro che ti hanno conosciuto e apprezzato.

Paolo Caruso

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