macchina tipografica

Postato in data 20 marzo 2016 In News, Storia

NELLA TIPOGRAFIA ELLE DUE… LA STORIA DI RAGUSA

Studiare la storia sui libri è ciò che siamo più avvezzi fare, ma conoscere la sorgente da cui fluiscono le pagine che hanno fatto la storia della nostra città, diventa cosa irresistibile! La tipografia Elle Due rappresenta una delle tipografie storiche della Sicilia che conserva ancora in ottimo stato le macchine d’epoca.

Ubicata nel centro storico di Ragusa, in via Ecce Homo, vanta una tradizione tipografica antichissima. La prima struttura tipografica, 1865, si trovava a Ragusa Ibla, ed era di proprietà di G. B. Hodierna, nel 1869 passò alla proprietà Piccitto & Antoci, nel 1904 a Salvatore Piccitto, nel 1954 fu di Leggio & Di Quattro. L’attuale amministratore, Franco Lauretta insieme a Salvatore Gurrieri e gli altri tipografi, che hanno lavorato in questa tipografia, con dedizione e passione, mi hanno accompagnato in un viaggio nel passato, illustrandomi gli antichi metodi di stampa allestiti nel locale “Museo della Stampa”, dove sono ancora conservati tutti i caratteri, i fregi e le diverse macchine antiche datate a partire dal 1700 circa, fino alla fine del 1800 e inizi 1900, che diedero luce alle pagine e ai testi di giornalisti, poeti, scrittori, ricercatori e studiosi di ogni genere. La fine del 1800 rappresenta per tutta l’Italia, ed in particolare per la piccola Provincia di Ragusa il periodo del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, quindi una situazione politico/sociale movimentata, supportata anche da un fervore artistico e letterario che ha impresso un segno indelebile rispetto alle altre provincie siciliane, grazie anche all’ausilio tecnico e manuale della tipografia stessa.

Personaggi illustri quali ad esempio, il Barone Serafino Amabile Guastella, sublime letterato (18191899); l’ingegnere Filippo Nicita famoso per il prospetto del Teatro della Concordia, le “Tavole di Ragguaglio dei Pesi e delle Misure già in uso nelle Province Siciliane e le misure del sistema metrico decimale, nonché‚ studioso di Astrofisica, si sono serviti dell’arte di questa tipografa, per stampare le loro preziose opere.

Del Barone Guastella è attualmente custodito dalla Tipografia Elle Due, il volume “Le Domande Carnescialesche e gli Scioglilingua del circondario di Modica Raccolti e annotati da Serafino Amabile Guastella”; nelle pagine del libro si possono ammirare i fregi e i decori ancora presenti in tipografia e che sicuramente lo stesso Barone amava scegliere toccandoli con propria mano.

Di altri autori sono conservati molti libri che fanno intendere quanti siano stati numerosi gli scrittori attivi nella storia della provincia di Ragusa. Lauretta precisa che alcuni volumi dell’epoca stampati da questa struttura, oggi si trovano presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. L’evoluzione tecnologica, spiega Salvatore Gurrieri, ha permesso di velocizzare i tempi di stampa; in passato, con i metodi di stampa di Gutenberg, un artigiano impiegava circa un’ora di tempo per stampare una sola pagina, (nel modello di macchina di fine 1800 ogni carattere/lettera, doveva essere accuratamente sistemato e allineato specularmente; successivamente tutte le lettere, compresi gli spazi di interlinea, venivano accostati e legati tra loro per poi essere inviati in stampa). Oggi, con la digitalizzazione, una pagina viene stampata in 2/3 minuti. Ma, nonostante lo sviluppo tecnologico dell’arte tipografica, ricca di notevoli metodologie, nel 2013 è stato realizzato dalla Tipografia Elledue di Ragusa, un libro “Fantastiche Presenze” di Gaetano Cosentini, con macchina tipografica cilindrico-piana Marca “AUGSBURG” (1895), utilizzando i caratteri tipografici d’epoca, i fregi risalenti alla fine del 1800, per un totale di 199 copie di pregevole e preziosa fattura.

Se è vero che dietro ogni opera d’arte si nasconde un grande artista e/o artigiano, possiamo certamente affermare che dietro ogni libro o testo si celavano, oltre il lavoro intellettuale dello scrittore, la grande arte dell’artigiano che seppe restituire in stampa l’eccelso lavoro letterario. Nel periodo storico appena descritto, metà e fine ‘800, la tipografia doveva certamente essere un “salotto letterario” in cui politici, giornalisti, scrittori e poeti si incontravano per scambiare opinioni in un clima molto familiare; ma anche oggi i tipografi pensionati, presenti durante il reportage, hanno confermato che ritornano spesso a visitare la “loro” tipografia proprio perché‚ non riescono a non “respirare” la sublime aria custodita all’interno di quei locali, fucine di cultura, arte e di grande sapere.

Lara Dimartino

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