ciabattino scrofani

Postato in data 25 giugno 2016 In Storia

MESTIERI E PUTIE SCOMPARSE

“U scarparu “ Ragusa. Giovanni  Scrofani “ U Sunnanè” è un personaggio conosciutissimo a Ragusa, praticamente un’istituzione.

Il mestiere di calzolaio per Giovanni è diventato una missione. La sua putia è un continuo andare e venire di amici. Puoi incontrare in quel luogo persone che possibilmente non vedevi da decine di anni.

Giovanni conosce morte, vita e miracoli di tutti. La sua forza è di sapere ascoltare, accogliere con un simpatico sorriso; con un cenno del capo invita a sedersi (ammesso che le due sgangherate sedie siano libere).

Poi si parla di tutto, del presente e del passato. Giovanni ha compiuto i suoi 80 anni, classe 1928, ed oggi si gode la sua meritata pensione. La passione per il lavoro è costante; nella sua Putia, per le riparazioni delle scarpe, nessuno ha mai pagato. A chi chiede “ che cosa le devo?” la risposta è un ringraziamento per essere stato utile al bisogno.

Giovanni ha avuto sette fratelli e una sorella. Il papà Giorgio, di mestiere picconiere, viveva la problematica di mantenere la numerosa famiglia, così a soli 6 anni, Giovanni ha cominciato a lavorare come garzone del calzolaio Pasqualino Cocuzza, in corso Italia; il fratello Carmelo, appena più grande di lui, compiuta la terza elementare, ha appreso il mestiere ed ha aperto l’attuale laboratorio in corso Vittorio Veneto ( quartiere putie) verso gli anni 30.

Il nostro Giovanni, di conseguenza, va a lavorare con il fratello nella bottega di famiglia. Trascorsi alcuni anni, giunge un’offerta di lavoro di certo più remunerativa, per cui lascia il fratello e va a lavorare al mulino  pastificio “Curiale e Rollo”.

Il suo ruolo era quello di cucire e “arrupizzare” i sacchi per il  frumento. Gli basta poco tempo per divenire una persona di fiducia, stimata e voluta bene. Questa meravigliosa avventura durò più di venti anni.

Nel periodo impiegatizio, il protagonista della nostra storia non trascurava il suo mestiere: la sera, finito il turno di lavoro, si rintanava “nta so putia” a modellare le scarpe. Il conforto erano i numerosi amici che l’andavano a trovare informandolo di tutto; la felicità giungeva quando gli amici annunciavano a Giovanni l’immancabile festa di ballo del sabato sera.

La sua presenza era importante, perché era amante (come ora) della battuta, era un ottimo conversatore e, diciamola tutta, era un buon amatore. Piaceva alle ragazze di un tempo e lui non si tirava indietro.

Modellare scarpe appartiene al passato. Quello del calzolaio è un mestiere in estinzione, se qualche anziano artigiano resiste o si trova in qualche quartiere serve solo “per cunzature” o sopratacchi.

Un motivo in più per guardare con simpatia verso la bottega del nostro amico, Giovanni Scrofani detto “ U Sunnanè.

Giovanni Gambina

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