Postato in data 4 agosto 2020 Da In Società

MARINA DI RAGUSA 2020, BANDIERA DEL FALLIMENTO DELLA GIUNTA CASSÌ

“Consapevoli che saremo ancora una volta vittime delle critiche del primo cittadino che bollerà come strumentale e raffazzonata l’azione che sottolinea le gravi mancanze di questa amministrazione, consapevoli che saremo il bersaglio della claque social di questa élite che governa, specializzata nell’offesa personale per tentare di difendere il proprio sindaco e i propri interessi, non ci possiamo esimere dall’esprimere grandi preoccupazioni per l’evolversi giornaliero di una condizione che decreta, ormai, senza appello, il fallimento della giunta Cassì”

Sono le conclusioni del segretario cittadino del Movimento politico Territorio, Michele Tasca, dopo l’ennesima riunione del Direttivo cittadino convocato per analizzare una situazione, in città, e nella frazione marinara, ormai precipitata.

Tasca, unitamente al Presidente di Territorio Marina di Ragusa, Angelo La Porta, e al vicesegretario Emanuele Distefano e al Presidente Andrea Battaglia, hanno voluto fissare alcune riflessioni in una nota:

“Quelle del Movimento Territorio non sono, a questo punto, rilievi di opposizione politica, ma evidenze che mettono a fuoco il totale declino al quale è costretta la città per manifesta incapacità degli amministratori a fare fronte alle emergenze più vive.

Michele Tasca non se la prende tanto con il primo cittadino che pure ha le sue responsabilità in questo declino, voleva risvegliare una città sonnolenta, l’ha portata in un coma dal quel sarà difficile uscire, se non a costi pesanti, e in tempi lunghi.
Ci sono colpe evidenti anche di diversi assessori e colpe di una maggioranza, asservita ai voleri del dominus, che, per amor di patria, sembra non vedere e non sentire il malcontento dilagante.
La scadenza dei due anni del mandato aveva sancito, di recente, il venir meno di tutte le promesse elettorali, la stasi di tutti i progetti per la città, la mancanza di un progetto culturale, la mancanza di idee per i centri storici, la non volontà di fornire un PRG e di attivare il Piano particolareggiato, il nulla per lo sviluppo economico, il trasporto pubblico e l’intercettazione di fondi comunitari, per le contrade e le periferie, notevoli incertezze per il turismo, per il verde pubblico, tante iniziative annunciate che stentano a decollare per mancanza di sostanza intrinseca.

Di tutta evidenza che qualche rotella del meccanismo va cambiata, se non altro per dare una scossa e per far vedere alla città che si cerca di rimediare alle evidenti criticità di gestione.
Non si possono ridurre iniziative come l’ecomuseo a qualche scarpinata fra amici, si erge il Castello di Donnafugata a simbolo della cultura e del turismo locali ma anche là è tutto fermo agli anni passati, per le stanze da restaurare, per il parco, per il Museo che attende, da troppo tempo, di ospitare la collezione di abiti d’epoca.
Potevano essere la stagione estiva e Marina di Ragusa a mascherare tutte le criticità di una città su cui si è fatta gravare una coltre di nuvole grigie.

Sole, mare, divertimento, turisti, le scie delle grosse imbarcazioni da diporto, potevano fornire l’immagine della vitalità consueta della città e della sua località balneare.
Ma la giunta Cassì, non solo il Sindaco, hanno saputo trasformare in un default anche Marina di Ragusa: movida sfrenata e incontrollata, sosta selvaggia di camper, marciapiedi dissestati, inquinamento delle acque a Santa Barbara, disagi creati con la pista ciclabile allungata fino a Casuzze, risse quotidiane in centro, assembramenti all’ordine del giorno, uso delle mascherine ridotto al minimo, totale mancanza di vivibilità, decisioni all’ultimo momento, quali quella del trenino che turistico non può essere, parcheggi trovati all’ultimo momento solo grazie alla disponibilità dei privati, rotatorie sperimentali installate il 5 agosto, tutti segnali di una assoluta mancanza di programmazione e dell’incapacità di far fronte a situazioni che, proprio a Marina di Ragusa, potrebbero fa saltare la giunta.

Vorrei far notare – conclude il segretario cittadino Michele Tasca, sconfortato, da vecchio villeggiante di Marina e da collaudato amministratore del passato – che tutto quanto passato in rassegna non sono rilievi solo personali, diverse forze politiche di opposizione e larghe fasce dell’opinione pubblica, in più occasioni, fino ad oggi, hanno sollevato le questioni analizzate.

Un motivo di più per indurre gli amministratori a serie riflessioni sulle proprie capacità e sull’adeguatezza al ruolo, perché non si possono ridurre a opposizione strumentale e raffazzonata le voci di un coro assai consistente dal punto di vista numerico e qualitativo.

di Redazione

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