Postato in data 29 giugno 2022 Da In Eventi

L’OBLIO DELL’EUROPA E LE VANE PROMESSE DI PACE di Paolo Caruso

Quattro mesi dopo l’inizio della guerra di invasione in Ucraina da parte delle forze russe, l’orizzonte appare sempre più fosco e la tregua una pura chimera. Il sogno degli Ucraini di una risoluzione veloce della guerra e l’intervento della diplomazia europea nel conflitto ormai appaiono soltanto un lontano ricordo, una pura leggenda metropolitana senza alcuno sbocco. Dopo il vertice del G7 del 26/28 giugno tenutasi a Schloss Elmau, in Germania in presenza dei rappresentanti di USA, Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Giappone , Canada e dell’Unione europea in qualità di ospite, il continuare a insistere su nuove sanzioni alla Russia, e l’invio di armi non depone sicuramente bene per riavviare una concreta trattativa per silenziare le armi e arrivare ad una definitiva tregua in modo da porre fine al conflitto.

Mentre il conflitto va avanti da 124 giorni giorni e lo scontro si fa sempre più cruento non si contano più gli episodi di violenza sui civili, mentre si moltiplicano i bombardameni di missili su bersagli inermi quali case, scuole, ospedali, e ultimo in ordine cronologico su un grosso centro commerciale seminando ovunque distruzione e morte. La guerra è sempre costellata da eccidi ma noi oggi ne siamo più coinvolti emotivamente, e non solo, in quanto la sentiamo alle porte di casa e soprattutto ne incominciamo a subire gli effetti economici. Tutto questo ci da la percezione della gravità di questo conflitto che con il passare dei mesi si è cronicizzato e reso sempre più inestricabile. Infatti grandi sono gli interessi geopolitici delle due super potenze impegnate entrambe direttamente e indirettamente in questo conflitto. Il dolore e il dramma delle popolazioni ucraine, la morte di tanti giovani soldati dell’una e dell’altra fazione sembrano non interessare nessuno, mentre la propaganda di guerra tende a diffondere mediante i media notizie false, utili solo a creare disinformazione e confusione. Con il passare dei mesi dall’inizio del conflitto, in Europa e in Italia, anche se suffragato dall’ ampio dissenso popolare all’azione di Putin, cresce sempre più nell’opinione pubblica il malcontento nei confronti degli States e della NATO, interessati a mantenere in vita questo focolaio di guerra piuttosto che ad avviare serie trattative di pace.

Così l’immagine salvifica degli Stati Uniti viene meno e si scopre sempre più che gli interessi di questi non coincidono con quelli della Ue. Il futuro oggi appare particolarmente incerto, e la prossima carenza di grano e di approvvigionamento energetico incomincia a preoccupare fortemente l’opinione pubblica europea, non lasciando intravedere nulla di buono per il Vecchio Continente che sarà ancora più gravato da prezzi sempre più onerosi. A farne le spese sotto i colpi della recessione saranno principalmente la Germania e Italia le cui economie dipendono soprattutto dalle fonti energetiche russe. A rischiare di fallire comunque sarà l’intera ‘Europa. Riaffiorano nelle nostre menti allora i fantasmi del recente passato, guerra, povertà, carestia……e di certo non basterà spegnere solo il condizionatore come suggerito dal nostro Uomo della provvidenza, Mario Draghi, aspirante segretario della NATO, a rassicurarci e farci rasserenare. Quello che sta accadendo è davvero inaccettabile da qualunque lato lo si guardi, un regolamento di conti tra gli States, la NATO e il regime di Vladimir Putin sulla pelle di un popolo che vede calpestati i diritti umani sotto i colpi di mortaio. E come diceva Gino Strada “Le guerre sono sempre decise dai ricchi e dai potenti che mandano a morire i figli dei poveri”.

E mentre la guerra continua e si fa sempre più aspra sembra che della fine delle ostilità e del raggiungimento della pace non interessi nulla a nessuno, infatti non c’è a livello internazionale una voce autorevole che voglia e riesca a imporre una tregua e la possibilità di un serio e concreto negoziato. La guerra fa comodo a chi specula sui prodotti energetici, a chi fa affari con le armi e le materie prime e a chi coltiva mire espansioniste. Allora svegliati Europa! Liberati dal ruolo di subalternità, ergiti paladina dei diritti umani, ora o sarà troppo tardi, e l’ulteriore canto del cigno farà solo da cartina tornasole alla tua debolezza politica, e alla fine della tua credibilità.

Dott. Paolo Caruso

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