Postato in data 11 novembre 2021 Da In Società

LE CONSEGUENZE DELLA PANDEMIA SUI DIPLOMATI IN CERCA DI LAVORO

L’indice di occupazione per i ragazzi che si sono diplomati nel giugno 2018 è di circa 8 punti percentuali rispetto ai loro compagni di scuola di un anno più vecchi

Il covid colpisce anche l’occupazione giovanile. In base ai dati emersi dalla nuov aedizione 2021 di Eduscopio.it della Fondazione Agnelli, la pandemia ha avuto effetti negativi sui diplomati del 2018 in cerca di lavoro.

Per quanto riguarda la sezione università, gli effetti del Covid-19 e del primo lockdown non sono ancora avvertibili: l’indagine, infatti, l’indagine non include i risultati delle sessioni di esami universitari successivi all’aprile 2020. Diverso è, invece, il discorso per la sezione lavoro, che riguarda gli istituti tecnici (economici e tecnologici) e professionali (servizi e industria/artigianato), i cui diplomati in prevalenza cercano subito occupazione dopo la maturità.

In questo caso l’indice di occupazione misurato da Eduscopio 2021 per i diplomati nel giugno 2018 prende in considerazione il periodo che arriva fino a settembre 2020. Ci sono, dunque, circa sei mesi di “effetto Covid”, che risulta già piuttosto visibile. Se, infatti, negli anni precedenti all’emergenza sanitaria l’indice di occupazione calcolato da Eduscopio risultava in crescita sostanzialmente in tutti gli indirizzi di studio di molte regioni, oggi registra una sensibile riduzione proprio per i diplomati nell’a.s. 2017/18, che hanno avuto maggiori difficoltà a trovare lavoro durante la pandemia.

Rispetto ai loro compagni di scuola di un anno più vecchi il calo è di circa 8 punti percentuali per i diplomati tecnici e professionali del Nord-Est (dove i livelli di occupazione dei diplomati a due anni erano più alti, sopra il 70%), fra 7 e 8 punti nel Nord-Ovest e intorno a 7 nel Centro. La riduzione è inferiore (5 punti percentuali) nel Sud e Isole, dove però i livelli occupazionali dei neodiplomati sono già in partenza notevolmente più bassi, al di sotto del 40%.

“La pandemia di Covid-19 – commenta Mario Mezzanzanica Direttore del Crisp e Prorettore al Placement dell’Università di Milano Bicocca – ha avuto il suo massimo impatto negativo sul mercato del lavoro nei primi cinque mesi del 2020 con ripercussioni in particolare sui giovani e sul genere femminile. I dati di Eduscopio evidenziano in termini quantitativi questa dinamica, mostrandone l’impatto sui territori regionali. Se da una parte le percentuali di maggior riduzione si sono manifestate al nord e al centro del paese, non si può certo ignorare che al sud il calo di opportunità lavorative per i neodiplomati conferma la grande criticità per i giovani presente da troppi anni”.

“Certamente stiamo assistendo ad una ripresa economica e produttiva – aggiunge – che già nel primo semestre 2021, in diversi settori economici, mostra segnali positivi con una domanda crescente di professionalità vicina o superiore al 2019. Occorre cogliere la sfida del Pnrr come opportunità decisiva per la ripresa occupazionale del Paese ed in particolare per i giovani”.

Il progetto Eduscopio

La nuova edizione 2021 di Eduscopio.it della Fondazione Agnelli (www.eduscopio.it) è online con i dati aggiornati sulle scuole secondarie di II grado che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma.

Il portale, che è nato nel 2014 ed è gratuito, vuole aiutare gli studenti e le loro famiglie nella scelta del percorso di studi dopo la terza media. Dalla nascita a oggi circa 2,1 milioni di utenti unici hanno visitato il portale Eduscopio.it, consultando oltre 10,1 milioni di pagine.  “Il periodo della pandemia – spiega il direttore della Fondazione Agnelli, Andrea Gavosto – ha reso evidente a tutte le famiglie l’importanza della scuola e delle scelte educative per i propri ragazzi. Le informazioni, i dati e i confronti fra le scuole che si trovano in Eduscopio possono essere molto utili, in modo particolare, a chi non si accontenta del ‘passa parola’ e a quanti non possono contare su reti sociali e culturali forti”.

Il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli, coordinato da Martino Bernardi, ha analizzato i dati di 1.267.000 diplomati italiani di 7.500 scuole in tre successivi anni scolastici (2015/2016, 2016/2017, 2017/2018). In questi anni si sono in generale consolidati i risultati degli indirizzi nati negli anni successivi alla riforma Gelmini del 2010: in particolare, i Licei scientifici delle scienze applicate scorporati da quelli dei Licei scientifici tradizionali, e i Licei delle scienze umane – opzione Economico sociale scorporati da quelli degli altri Licei delle Scienze Umane.

di Redazione

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