Postato in data 30 aprile 2020 Da In Scuola

LA SCUOLA UNA PRIORITA’: SOLUZIONI PROPOSTE DALL’A.D.I. PER LA RIAPERTURA A SETTEMBRE

ADI –ASSOCIAZIONE DOCENTI E DIRIGENTI SCOLASTICI ITALIANI PROPONE CAMBIAMENTI CHE RIGUARDANO:

  • gli spazi
  • i trasporti
  • tempo scuola e calendario per fascia 0-11
  • tempo scuola e calendario per fascia 11-19
  • i curricoli

 

SICUREZZA E PRIORITA’ Il 4 maggio comincia la fase 2 con la riapertura di tutte le aziende del manifatturiero, delle costruzioni e di una parte significativa dei servizi. La scuola è esclusa da questa fase e, come ha detto il Presidente Conte, riaprirà a settembre, ma sarebbe davvero colpevole non affrontare da subito gli interventi necessari per una riapertura in sicurezza. La scuola diventi da subito una priorità nazionale.  Alunni e studenti devono poter tornare a scuola! Non basta aspettare le decisioni del Comitato di esperti, serve l’impegno immediato di analisi e proposte anche degli Istituti scolastici autonomi e 2 vanno assunte da subito decisioni da parte del Governo e degli Enti Locali in ordine agli “spazi” da concordare con le scuole.

Ci sono problemi comuni di sicurezza, a cui si dovrà dare rigorosa applicazione sulla base di specifico protocollo nazionale, quali: pulizia e sanificazione dei locali più volte al giorno, disponibilità di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine ed erogatori di disinfettante, nonché sapone liquido, asciugamani di carta e carta igienica nei servizi igienici; precoce individuazione della persona che può contagiare. A questi si aggiunge il distanziamento, che è la questione di più difficile realizzazione perché ne chiama in causa molte altre: gli spazi, i tempi (eventuali doppi turni e/o riduzione di orario), organico dei docenti , modalità di erogazione della didattica, trasporti ecc.. Ma non si tratta solo di questo: alla base di tutto ci deve essere una profonda revisione dei curricoli e dei metodi. Per due motivi: 1. In assenza di una radicale re-impostazione dei contenuti e dei modi di apprendere, la ripresa, dopo questo lungo periodo di assenza, vedrà un approfondimento delle disuguaglianze esistenti, considerato che la Didattica a Distanza, DaD, ha funzionato in maniera differenziata, e in parte è stata assente. 2. Il mondo, dopo questa pandemia planetaria, non sarà più come prima, cogliamo dunque questa opportunità per insegnare qualcosa di diverso, in modo diverso. C’è bisogno di “competenze globali”, di una migliore comprensione dell’interconnessione e dell’interdipendenza umana. Afferma François Dubet: ”Se il fattore principale dell’uscita dalla pandemia è quello della solidarietà e della fiducia democratica, non vedo come la scuola non possa non essere messa in discussione. (……) Forse la pandemia trasformerà la scuola e l’università più di quanto i ministri siano stati in grado di fare.” Ancora due indicazioni di carattere generale:  Tutte le modificazioni di orario, curricolo e organizzazione che modificano norme in vigore andranno avallate da altrettante norme nazionali di carattere generale che liberino le scuole dagli attuali vincoli. 3  Le istituzioni scolastiche autonome dovranno rideliberare il PTOF, adattando le indicazioni nazionali alla propria specifica realtà. L’ADi intende con questo documento contribuire a indicare alcuni degli interventi necessari alla riapertura a settembre, rimandando anche ad altre elaborazioni pubblicate sul sito ADi.

Di necessità si daranno indicazioni differenziate per fasce di età e gradi scolastici. Un’ultima annotazione: si consideri questo documento un work in progress, suscettibile di modificazioni e integrazioni; non si tratta di un documento esaustivo, diverse questioni importanti non sono state qui trattate, quali le condizioni per la frequenza degli alunni con disabilità, la formazione dei docenti, gli interventi per avere tutti gli insegnanti necessari al loro posto il 1° settembre e altro ancora. GLI SPAZI Interventi immediati sugli edifici esistenti e reperimento di nuovi locali Da almeno 15 anni ADi ha assunto come prioritario il tema dell’architettura scolastica: ambienti di apprendimento adeguati al benessere degli alunni e del personale, coerenti con una nuova pedagogia dell’apprendere e con il superamento della rigidità della classe, con spazi verdi e di socializzazione e collegamenti con la comunità. Tutto questo comporta non solo la costruzione di nuove scuole, ma la ristrutturazione degli istituti scolastici esistenti, e non si parla qui solo della colpevole assenza della messa in sicurezza di molti edifici, ma della ristrutturazione di spazi e arredi, che spesso sono realizzabili con costi relativamente contenuti e in tempi relativamente brevi. ADi chiede che si utilizzino, senza indugio, questi mesi di sospensione delle attività didattiche per immediati interventi di risanamento, ristrutturazione e digitalizzazione degli edifici scolastici. Si attivino i Dirigenti Scolastici insieme ai Presidenti dei Consigli di Istituti e agli Enti locali di riferimento. Il Governo stanzi fondi specifici, sarà un ottimo 4 investimento, poiché oltre a rendere un servizio indispensabile alle scuole, metterà in moto anche l’occupazione. L’ADi è a disposizione con propri esperti: Mariagrazia Marcarini, autrice di Pedarchitettura, l’architetto Chiara Filios direttrice di Normalearchitettura e Lene Jensby Lange presidente di Autens che ha una grandissima esperienza a livello mondiale; tutte e tre ci hanno aiutato in questi anni a mettere a punto soluzioni intelligenti. Considerato infine che il problema del distanziamento pone l’esigenza temporanea di nuovi spazi, è bene valutare la possibilità di reperimento e recupero di spazi urbani non utilizzati o scarsamente utilizzati (es. caserme o ex caserme, ex aree industriali), nonché di spazi verdi (outdoor education), e di richiesta di uso di spazi adibiti ad altri fini, tra cui strutture parrocchiali, centri sportivi, biblioteche e altro reperibile sul territorio.

I TRASPORTI Riconsiderare la mobilità in termini ecologici Il problema dell’affollamento dei mezzi pubblici di trasporto per recarsi a scuola viene oggi posto come questione dirimente. Chiediamo che si colga l’occasione di questa emergenza per riconsiderare la mobilità in termini ecologici. Scuola infanzia e 1° ciclo Per quanto riguarda scuola infanzia e 1° ciclo il problema è risolvibile. Gli edifici di queste scuole sono collocati nel quartiere di residenza e nella grandissima maggioranza sono raggiungibili a piedi o in bicicletta. Ora, come si è vietato alle persone di uscire di casa, si può a maggior ragione vietare l’uso di bus e auto per recarsi a scuola, quando questa sia raggiungibile a piedi in circa 15’, tranne casi eccezionali. I Comuni si attivino per predisporre piste ciclabili. Non si chiede di diventare improvvisamente ciclisti come i danesi, ma ci si attivi per impostare, e ove necessario imporre, una nuova cultura della mobilità. 5 2° ciclo Le scuole secondarie di 2° grado sono invece spesso collocate lontano dalla propria abitazione e quindi diventa impossibile imporre divieti di utilizzo dei mezzi pubblici o dell’auto. Occorre comunque incentivare in tutti i modi l’uso della bicicletta e anche del monopattino elettrico, predisponendo piste adatte. Il problema del trasporto nella secondaria imporrà in ogni caso slittamenti di orario, in modo da differenziare entrate e uscite, o aumento delle corse dei mezzi pubblici in determinati orari.

TEMPO SCUOLA E CALENDARIO La questione del distanziamento porta con sé il tema dell’insufficienza degli spazi e dell’organico dei docenti, e di conseguenza una revisione dell’orario. Si impone un ragionamento differenziato per fasce d’età. Si considera da un lato la fascia 0-11, nido, scuola infanzia e scuola primaria, e dall’altro la fascia 11-19, scuola secondaria di 1° e di 2° grado. L’obiettivo è quello di fare frequentare la scuola a tutti per il maggior orario possibile. Fascia di età 0-11: attività educativo-didattiche in presenza Alcune premesse a sostegno dell’attività educativo-didattica in presenza per questa fascia di età, che va da 3 mesi alla conclusione della scuola primaria:  Per tutta questa fascia di età, ci riferiamo in particolare alla scuola primaria, la Didattica a Distanza non può porsi come sostitutiva– alternativa all’attività educativo-didattica in presenza. Alunni e alunne non hanno sufficiente autonomia per gestirla senza l’aiuto dei genitori. Vanno comunque mantenute e approfondite le competenze digitali acquisite in questa fase da insegnanti ed alunni, ampliati gli strumenti digitali in dotazione e le connessioni, perché sarebbe davvero colpevole e cieco disperdere ciò che l’emergenza ha introdotto.  I bambini per crescere hanno bisogno anche di esperienze e relazioni fuori dalla famiglia. 6  Infine In questa complessiva fascia di età, la funzione educativa si accompagna anche ad una funzione sociale. Con la ripresa delle attività lavorative di tanti genitori la riapertura dei servizi e scuole 0-11 diventa fondamentale, soprattutto, come sempre, per le donne. Per la riapertura a settembre si fanno le seguenti ipotesi per ciascuno dei tre segmenti. I nidi d’infanzia Si colga l’occasione di questa emergenza perchè la fascia 0-3, assegnata al Ministero dell’Istruzione dalla legge 107/2015 e relativo Dlgs 65/2017, sia davvero presa in carico dal MI, a partire dalle sezioni primavera, destinate ai bambini dai 2 ai 3 anni e rimaste da anni nel limbo. Nei nidi, la questione spazi, appare meno pressante che nella scuola dell’infanzia, poiché il rapporto adulto/bambini è mediamente di 1 a 7 (1 a 4 per i piccoli), per cui con un buon uso degli spazi esterni verdi e dei dormitori, il problema è quasi ovunque risolvibile. Per ricominciare in sicurezza appare comunque necessario fare funzionare il servizio con un orario ridotto di 6 ore al giorno, evitando assolutamente l’uso cumulativo del dormitorio, da utilizzare invece come spazio aggiuntivo nell’orario ridotto. Questo orario può essere coperto dalle educatrici in compresenza, essendo il loro orario settimanale di servizio con i bambini di 30 ore ma non sono sufficienti. Il rapporto 1 a 7 non garantisce la possibilità di mantenere il necessario distanziamento, per cui le titolari dovranno essere affiancate da forme aggiuntive di personale. Devono essere assolutamente garantite le supplenze. E’ infine bene prestare attenzione all’attivazione o potenziamento delle strutture alternative al nido previste dal Dlgs 65/2017, quali micronidi, spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto familiare. Scuola infanzia La situazione è molto più complessa rispetto ai nidi, perché ci sono fino a 28 bambini per sezione e nelle scuole statali le insegnanti hanno un orario settimanale di 25 ore. Si pone necessariamente lo sdoppiamento della sezione, che è risolvibile in quelle scuole che hanno locali a disposizione e spazi verdi. Dove gli spazi non sono 7 sufficienti si chiede ai DS, ai presidenti dei Consigli di Istituti e alle Amministrazioni locali un impegno immediato a reperire altri locali, avendo molta attenzione agli spazi verdi.

Lo sdoppiamento della sezione comporta una riduzione dell’orario ipotizzabile in 5 ore giornaliere di apertura della scuola, considerato l’orario di servizio delle insegnanti di 25 ore settimanali con i bambini. Sono da escludere nella scuola dell’infanzia i doppi turni. L’organico di 2 insegnanti per sezione non è comunque sufficiente a garantire il distanziamento in gruppi di 12/13 bambini di 3/4/5 anni. Quindi vanno previste forme aggiuntive di personale, tramite potenziamento dell’organico, ricorso a supplenze temporanee, a tirocinanti, a educatori delle cooperative, che affianchino le due insegnanti titolari. Devono essere assolutamente garantite le supplenze. Scuola primaria La situazione è altrettanto e forse più complessa nella scuola primaria. Il problema del distanziamento comporta che le classi siano sdoppiate, e l’obiettivo minimo diventa quello di garantire a tutti i bambini 24 ore di scuola alla settimana. Per quanto concerne gli spazi, in alcune situazioni tutti i gruppi classe sdoppiati potrebbero essere accolti in un solo turno, tenuto conto sia del calo demografico sia del fatto che ci sono scuole primarie con ampi spazi, che potrebbero essere adeguatamente ristrutturati in questi mesi fino a settembre. In altre situazioni invece gli spazi non sono assolutamente abbastanza e difficilmente si riuscirà a reperirne a sufficienza all’esterno, per cui diventano inevitabili i doppi turni, che possono essere attuati o a giorni alterni, o ogni 2/3 giorni o a settimane alterne. Per quanto riguarda gli insegnanti, si dovrebbe riuscire a coprire lo sdoppiamento delle classi a 24 ore settimanali con l’organico esistente, tenuto conto che: 1. nella scuola primaria sono tutti abilitati per svolgere tutte le discipline, 2. su una classe ruotano più insegnanti, 3. l’organico è potenziato, 8 4. l’orario settimanale di ore 22+2 può essere utilizzato tutto con i bambini. In questo grado scolastico come in altri si pone il problema di avere da subito in classe gli insegnanti che nell’’a.s. precedente risultavano ancora precari. Calendario scolastico per la fascia 0-11 Nidi e scuole infanzia terminano il 30 giugno e in Lombardia hanno uniformato anche l’inizio al 5 settembre. Si chiede che per il prossimo anno scolastico questo calendario sia esteso alla scuola primaria. Dopo questa interruzione di mesi, si deve assolutamente recuperare tempo e non ci si può permettere di avere una pausa di tre mesi e mezzo fra l’a.s. 2020/21 e quello 2012/22. Anche la scuola primaria, come la scuola dell’infanzia, dovrà trovare modalità per fare molte attività all’aperto, e occorrerà realizzare i dovuti accorgimenti per mantenere le aule opportunamente fresche in caso di temperature elevate nella seconda metà di giugno. Fascia di età 11-19: attività didattiche in presenza e a distanza In considerazione della molteplicità delle discipline e delle relative diverse abilitazioni degli insegnanti si è costretti a considerare la scuola secondaria di 1° grado separatamente dalla scuola primaria e insieme alla scuola secondaria di 2° grado. Per questa fascia di età, dagli 11 ai 19 anni, pur con le dovute differenze, è possibile integrare la didattica in presenza con quella a distanza. Ciò non toglie che occorra agire perché tutti gli studenti possano trascorre la maggior parte possibile dell’orario a scuola. In questo senso vanno le indicazioni qui riportate. La necessità di distanziamento comporta lo sdoppiamento delle classi, che dovrà fare i conti da un lato con gli spazi e dall’altro con un orario dei docenti di 18 ore settimanali.

Si dovranno necessariamente organizzare doppi turni, che possono essere predisposti a giorni alterni, o meglio a settimane alterne. Per poter trascorre a scuola almeno 4 ore e 30’ al giorno (o al mattino o al pomeriggio), occorre stabilire le lezioni per gli studenti di 45’ (che corrispondono a 9 6 lezioni giornaliere). Le 18 ore settimanali degli insegnanti saranno organizzate in 24 lezioni alla settimana di 45’, anziché in 18 lezioni di 60’. Si tenga inoltre conto che all’occorrenza il contratto prevede la possibilità volontaria per i docenti di aumentare l’orario in classe fino a 24 ore settimanali (corrispondenti a 32 lezioni settimanali di 45’). La possibilità di sdoppiare la classe consente peraltro di creare gruppi temporanei di livello che rendono più agevole il recupero delle lacune che si saranno approfondite durante quest’anno scolastico. Per questo consideriamo importante la riapertura per tutti all’inizio di settembre. Un modo nuovo per affrontare le disparità di apprendimenti, che i vecchi “recuperi” non hanno mai risolto. Non c’è dubbio che per gli insegnanti questa organizzazione sarà più disagevole, anche se in parte questo disagio sarà compensato dall’avere classi di 12 o 13 ragazze/i. D’altra parte siamo in una situazione di drammatica emergenza e se pensiamo a quello che hanno fatto e stanno facendo medici e infermieri con turni e straordinari massacranti, gli insegnanti non avranno difficoltà ad assumersi per alcuni mesi questo maggiore impegno, se saranno opportunamente coinvolti nelle scelte e motivati.

 

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