Postato in data 1 febbraio 2020 Da In Fatti

LA “CORONA” VIRALE CHE FA PAURA AL MONDO INTERO di Paolo Caruso

Mentre il coronavirus si diffonde fuori dai confini cinesi, interessando aree geografiche non solo viciniori ma anche lontane, le notizie allarmistiche si diffondono velocemente producendo panico sui rischi del contagio per la popolazione mondiale.

Le trasformazioni della società contemporanea, l’elevato numero di viaggiatori in un mondo sempre più globalizzato, renderebbero ancora più catastrofici gli effetti di una pandemia. Le epidemie storiche come la peste di Milano, di manzoniana memoria, il colera di Napoli, hanno avuto un impatto circoscritto, una impronta quasi a livello narrativo.

Il ventesimo secolo è stato costellato da epidemie virulente simil influenzali come la spagnola e successivamente l’asiatica che diffusasi rapidamente provocò sebbene in maniera circoscritta numerose vittime. Alcuni anni fa una nuova e grave epidemia ha interessato i popoli asiatici come la SARS, una forma severa di insufficienza respiratoria, trasmessa sempre dal contagio animale uomo, ad alta mortalità ma a più bassa diffusione. Oggi, con la diffusione del coronavirus in diverse parti del mondo e la quarantena di intere popolazioni e di alcune megalopoli cinesi, l’allarmismo può dirsi non fine a se stesso, come spesso accade nell’informazione quotidiana dei media, ma si presenta in forma reale con la sua drammaticità, le sue paure, la sua diffusibilità.

La sua narrazione non è quindi più legata al tam tam mediatico ma esclusivamente al forte impianto scientifico, e di come in diversi punti del mondo studiosi e scienziati lavorino per prevenire e limitare i danni di questa grave forma respiratoria altamente contagiosa. Questo tempismo degli scienziati, il discorso preoccupato del premier cinese, le immagini e le notizie che ci arrivano da luoghi lontani interessati dalla virulenza della malattia e nello stesso tempo vicini vista la facile e veloce diffusione, ci fanno rendere conto quanto grave sia il timore di contagio e alto il livello di guardia messo in campo dalle diverse nazioni e dal OMS.

Oggi, così, nuovi vecchi fantasmi del passato sembrano riemergere da uno oscuro orizzonte, nuove paure, nuovi untori vengono a turbare le notti e i sogni di interi popoli, e l’uomo forte, sicuro, spregiudicato, appare fragile, nudo e indifeso dinanzi al diffondersi di tale epidemia.

In atto le maggiori compagnie aeree mondiali hanno sospeso i voli da e per la Cina, i paesi limitrofi hanno sigillato le frontiere, molti cittadini del mondo occidentale si apprestano a essere rimpatriati nei loro paesi di origine, mentre l’attenzione del mondo scientifico rimane alta visto il numero considerevole e crescente di contagiati e di morti.

Paolo Caruso

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