Postato in data 10 settembre 2019 Da In Fatti

LA COMMISSIONE STRAORDINARIA DEL COMUNE DI VITTORIA (RG) ESPRIME SOLIDARIETÀ ALLA GIOVANE VITTIMA DELLO STUPRO

“Siamo vicini alla giovane, la cui vita è stata irrimediabilmente segnata da uno dei reati più odiosi – dichiarano i commissari Filippo Dispenza, Giovanna Termini e Gaetano D’erba – e le manifestiamo la nostra piena, sincera e incondizionata solidarietà.

Fatti come quello accaduto una settimana fa devono indurre ciascuno di noi ad una seria riflessione e ad una presa di coscienza collettiva, che chiami in causa responsabilità, valori, etica. Un episodio esecrabile e devastante come questo richiede una ribellione corale da parte di tutta la città: la giovane vittima è figlia, sorella di ciascuno di noi, e nessuno può voltarsi dall’altra parte e fingere di non vedere l’orrore. Abbiamo il dovere civico e morale di contribuire, ognuno per la propria parte a riscattare la città di Vittoria da questa nuova onta. Tutti insieme, istituzioni in testa, possiamo farcela.

Ovviamente, anche le istituzioni hanno il dovere di fare la propria parte: gli aguzzini, gli orchi, i criminali, i delinquenti seriali e chiunque pensi di poter usar il linguaggio della violenza, dell’intimidazione, dell’abuso devono essere assicurati alla giustizia e scontare per intero la pena. Ai cittadini vogliamo lanciare un accorato appello: facciamo in modo di restituire a questo splendido territorio le sue forze sane, attingiamo agli anticorpi che possediamo per rialzare la testa e reagire come i Vittoriesi sanno fare.

La città non deve più essere ostaggio di questa protervia criminale. I cittadini perbene, che sono la stragrande maggioranza, devono assolutamente ribellarsi a questi gravissimi episodi di violenza e arroganza, manifestando apertamente solidarietà alla vittima della violenza sessuale, ma anche ai genitori di Alessio e Simone D’Antoni e all’uomo accoltellato da Rosario Greco.

Recuperiamo serenità, dignità, credibilità: un episodio, seppur devastante come quello appena accaduto, come gli altri accaduti prima, non può e non deve minare la fiducia nelle istituzioni e la voglia di riscatto di un’intera comunità.

La Redazione

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