Postato in data 26 maggio 2020 Da In Soldi

LA CNA TERRITORIALE DI RAGUSA ESCLUSA DALL’UTILIZZO DEI FONDI EX INSICEM PER AIUTARE LE IMPRESE

La Cna territoriale di Ragusa ha preso atto, con grande stupore e con molta amarezza, ma senza indietreggiare di un passo, dell’esito della riunione dei sottoscrittori dell’accordo di programma dei cosiddetti fondi ex Insicem.

“Qualche settimana fa – ricorda il presidente territoriale Cna Giuseppe Santocono – la nostra associazione aveva reso pubblica una lettera aperta con la quale chiedeva agli enti istituzionali del territorio di adoperarsi per venire incontro alla difficilissima situazione nella quale versano diversi settori produttivi anche nell’area iblea.

In particolare, avevamo chiesto al commissario straordinario del Libero consorzio (l’ex Provincia) di Ragusa di convocare un incontro con tutte le parti socio-economiche per una rapida verifica degli stanziamenti attualmente non spesi dei cosiddetti fondi ex Insicem al fine di riconvertirli verso misure immediate nei confronti delle imprese. Come Cna, infatti, sosteniamo a gran voce che non è possibile continuare a tenere milioni di euro nei cassetti per progetti futuribili mentre la situazione economica nel nostro territorio rischia di volgere in breve tempo verso una catastrofe dai contorni incerti ma sicuramente drammatici”.

E per non rimanere nel vago la Cna, in un successivo incontro con il commissario Piazza, aveva avanzato alcune proposte concrete che avrebbero consentito in poco tempo di rastrellare non meno di 4 o 5 milioni di euro da investire a favore del mondo produttivo. “Le somme ci sarebbero – aggiunge il segretario territoriale Cna Giovanni Brancati – e noi abbiamo indicato tre voci in particolare: i residui della misura 5 del Piano di utilizzo, i ribassi d’asta delle opere infrastrutturali messe a bando negli ultimi mesi, i fondi destinati oltre 5 anni fa per incentivare le rotte dell’aeroporto di Comiso e da allora rimaste lettera morta per l’incapacità di spenderli da parte di chi di competenza”.

Ebbene, come si diceva all’inizio, fra l’altro in una riunione alla quale inopinatamente la Cna non è stata nemmeno invitata, i componenti del tavolo dei sottoscrittori (il Libero consorzio, la Camera di commercio, l’Irsap e i sindaci) hanno respinto la proposta della Cna con un fuoco di sbarramento unanime, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di riutilizzo dei fondi (1 milione e 600mila euro) attualmente destinati all’aeroporto di Comiso.

“Ma noi della Cna – continua Santocono – abbiamo la testa dura come ce l’hanno gli imprenditori che ci onoriamo di rappresentare e quindi non ci arrendiamo. Per questo intendiamo tornare alla carica, in ciò rafforzati da quanto previsto ultimamente anche dal governo nazionale nel cosiddetto Decreto Rilancio, che ha previsto una serie di norme che autorizzano vari enti, dalla Regione ai Liberi consorzi e alle Camere di commercio, ad intervenire con ogni mezzo attivando regimi di aiuti specifici a favore delle imprese.

Vogliamo ancora una volta ribadire un concetto ben preciso: se da noi il contagio da coronavirus non ha finora avuto conseguenze gravi da un punto di vista sanitario, non possiamo invece permettere che il contagio economico abbia conseguenze disastrose per il tessuto produttivo”. L’unico spiraglio lasciato aperto nel corso della riunione degli enti sottoscrittori dell’accordo riguarda il possibile utilizzo dei fondi residui della misura 5 già destinati sin dall’inizio alle imprese per capitalizzazione, ricapitalizzazione e interessi.

“Su questo specifico argomento – conclude il segretario territoriale della Cna di Ragusa, Giovanni Brancati – riteniamo che i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati non possano essere tenuti ancora una volta alla finestra.

Desideriamo ricordare al commissario Piazza che proprio presso il Libero consorzio è costituito un apposito organismo che, oltre a quella di due rappresentanti ciascuno per il Libero consorzio stesso, per la Camera di commercio e per i sindaci, comprende anche la presenza di un rappresentante delle organizzazioni imprenditoriali e di uno dei sindacati dei lavoratori. Chiediamo formalmente e con forza che sia proprio quest’ultimo organismo ad occuparsi di tale specifica problematica”.

 

di Redazione

 

 

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