Postato in data 28 febbraio 2018 Da In CULTURA, Fatti

`LA CINEMATOGRAFIA AL FEMMINILE; ALESSIA SCARSO SI RACCONTA”

 

Presso l`Ordine dei Medici di Ragusa, su iniziativa dell`Associazione Mogli dei Medici Italiani, Centro Italiano Femminile, Convegno Maria Cristina di Savoia e Inner Wheel Club Ragusa Centro, si è svolta l`iniziativa:

`La cinematografia al femminile; Alessia Scarso si racconta`.

Non si è trattato di un incontro soltanto formale e di presentazione dei lavori della regista: piuttosto di uno scambio di emozioni che hanno saputo permeare l`atmosfera di una grande magia e colpire il cuore del pubblico.

Alessia Scarso si è raccontata: dalla bambina folgorata dal primo film visto al cinema, alla ragazza determinata e volitiva che nelle varie fasi scolastiche e poi post-universitarie si è impegnata per il raggiungimento del proprio sogno: essere ammessa alla Scuola Sperimentale di Cinematografia di Roma, la più antica e una delle più prestigiose; dal suo incontro quasi predestinato con Francesca Archibugi alla realizzazione del suo primo corto e poi del suo primo film: Italo.

`Cercavo una storia d`amore – ci ha confidato (perchè questa era l`aria che si respirava…di confidenze)- l`amore universale`

E così, avendo avuto notizie di questo cane famoso per essere l`emblema di una città, si reca a Scicli per constatare personalmente: è lì avviene l`incontro.

`Non essendo una persona conosciuta, Italo mi ha scambiata come turista, quindi mi ha accompagnata nel percorso alla scoperta della città`, racconta Alessia che poi ci ha anche messo a parte dei `trucchi` cinematografici usati per ottenere le `azioni` di Tomak la star a quattro zampe protagonista del film.

Una chiacchierata-racconto durante la quale Alessia ha proprio catturato l`attenzione del pubblico trafserendo il suo `sentire’,  le sue emozioni, le sue fatiche e anche il suo entusiasmo per il proprio lavoro.

La serata è continuata con la proiezione del corto `Vasa Vasa` nel quale la regista esprime il suo intimo e intenso incontro con la `Madre`; non è solo la rappresentazione del rito modicano più conosciuto e atteso della settimana santa, ma è proprio la ricerca dell`abbraccio dell`amore senza tempo e senza misura che solo una Madre sa dare.

Il rito della vestizione della Madonna assolutamente segreto, si intuisce appena, ma quello che si percepisce in pieno è la sacralità di questo Amore che diventa dolore, dedizione, accettazione (mai rassegnazione) e alla fine Rinascita.

Ma le sorprese non finiscono qui: Alessia generosa e comunicativa, ci ha anticipato il suo prossimo lavoro: la storia della famiglia della madre raccontata fra due continenti: il nostro e quello australiano: una storia raccontata dalle foto e dai film che dal 1957 anno di emigrazione degli zii, hanno tenuto vivo il legame familiare e gli affetti tramite lo scambio filmato degli eventi della vita: nascite, fidanzamenti, matrimoni e funerali.

Ancora una volta un film `del cuore`; Alessia partirà a breve per l`Australia per la realizzazione di questo nuovo progetto che, siamo sicure,  ci sorprenderà.

Alessia, che nel suo curriculum ama definirsi di lingua `siciliana`, ambasciatrice in tutto il mondo della sicilianità, della nostra bellezza, dell`anima della nostra terra, del tramandare le nostre tradizioni, vuole precisare che `non ama i personaggi, ma il lavoro. Quindi – conclude- io sono qua oggi ma sono anche là `(e indica lo schermo).

Certo è che, dovunque lei sia, ha già trovato un angolo nel nostro ricordo.

 

La Redazione

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