Postato in data 24 novembre 2020 Da In News

LA BELLA EREDITA’ DI DON ROMOLO TADDEI di Agata Pisana

Il 19 novembre scorso ha lasciato questa terra don Romolo Taddei, un pioniere del mondo dei  consultori: fondatore del Consultorio di Ispirazione Cristiana di Ragusa nel 1978, cogliendo da subito  lo spirito della legge che voleva nei consultori presidii che proteggessero e coltivassero i valori  cristiani della famiglia, ha contribuito da allora alla nascita di diversi altri consultori in Sicilia e ha  sempre partecipato attivamente alla vita della Confederazione. Presbitero, psicologo e psicoterapeuta,  è stato per decenni anche Direttore dell’Ufficio di Pastorale Familiare della Diocesi.  

Il suo incanto per il mistero trinitario (ne parlava sempre nei suoi libri, nelle omelie, in ogni parola)  si traduceva in amore per la famiglia. Un vero apostolo della relazione, che incarnava l’essenza dello  spirito della pastorale familiare e del servizio consultoriale. Un carisma particolare per le giovani  coppie. Le sue intuizioni pastorali lo hanno portato a creare ed esportare un modello condiviso di  corsi per fidanzati dove le scienze umane si integravano con l’annuncio evangelico e trovavano sintesi  nella nuzialità di Cristo e la Chiesa e di ogni coppia umana.  

Tanti i libri che ha scritto fino agli ultimi suoi giorni di vita, molti dei quali più volte ristampati, in  cui condivideva le coordinate teologiche ed antropologiche di ogni intervento di sostegno relazionale  e descriveva come operativamente realizzare corsi, animare incontri, proporre attività di laboratorio  e schede di verifica. In tantissime diocesi italiane i suoi testi vengono utilizzati come testo base per i  corsi di preparazione al matrimonio e per la conduzione dei gruppi famiglia.

E in tante Diocesi e tanti  consultori è stato invitato lungo questi suoi indefessi quaranta anni di appassionata missione, a tenere  seminari teorico-pratici a singoli, coppie, presbiteri, animatori di pastorale che facessero ritrovare la  freschezza di un’accoglienza aperta ed umile di se stessi e degli altri e sperimentare la forza  rigeneratrice di incontri autentici. “Uno dei grandi pionieri in Sicilia, in Italia di quella pastorale  familiare che ha fatto la premessa alla meraviglia e alla rivoluzione dell’Amoris Laetitia” – lo ha  definito padre Giovanni Salonia, da sempre suo fraterno amico, con lui fondatore del Consultorio di  Ragusa e sostegno costante alle sue tante iniziative. 

Si batteva perché ovunque ci fosse amore si formasse una famiglia e perché ovunque ci fosse una  famiglia non si spegnesse mai l’amore. Famiglia sentiva innanzitutto il clero diocesano e padre il  Vescovo. In profondità. 

Per le famiglie si impegnava e famiglia intendeva la vita del Consultorio, arricchendolo di uno stile  che era il suo stile: spalancare le porte a tutti – fidarsi sempre – apprezzare tutti e tutto – vedere  possibilità di crescita ovunque – rispettare – ringraziare.  

Esigeva massima professionalità dai volontari e si spendeva perché la qualità del servizio fosse  sempre eccellente: sistematici incontri di supervisione di gruppo e individuali per gli operatori,  suggerimenti bibliografici, organizzazione di momenti di formazione con i più significativi esponenti  della missione alla famiglia. Il suo rigore scientifico e la tenacia infaticabile nel perseguire la  realizzazione dei progetti pastorali dicevano tutto il suo zelo e la sua passione: non ammetteva che  non si facesse ciò che era possibile fare per aiutare chi aveva un bisogno, chi era in difficoltà.  

Centinaia le attestazioni di stima e di affetto pervenute sia nei giorni drammatici della lotta contro il  Covid, sia alla notizia della sua dipartita. Dal vescovo di Ischia mons. Pietro Lagnese e dal delegato  don Pasquale Trani che da venti anni lo invitavano ogni anno ad animare incontri per i gruppi  pastorali, alla Presidente e ai membri del CD confederale, ai Presidenti delle Federazioni dei  Consultori italiani e di tanti Direttori e Presidenti di Consultori che hanno avuto il piacere di lavorare 

con lui, ai tanti e tanti che hanno ricevuto la carezza del suo ascolto e di quel suo restituire pacato e  acuto che arrivava sempre al profondo del cuore. La vita di moltissime persone è cambiata dopo  l’incontro con lui. E non è facile vedere tante giovani coppie presenti alla messa funebre piangere di  cuore e testimoniare accorate e grate la loro riconoscenza.  

Ma l’opera da lui intrapresa non termina: i gruppi fondati (“Due ali per volare”, i “Cenacoli delle  famiglie”) continueranno a riunirsi e a crescere insieme secondo la ricerca dell’amore di Dio da  donare all’altro che padre Romolo ha loro insegnato, i suoi libri continueranno a fare scuola, i  consultori da lui fondati offriranno ancora certamente quel servizio generoso, solerte, di rigorosa  professionalità come lui ha sempre voluto, i tanti consulenti da lui formati continueranno ad  impegnarsi nello spirito del Vangelo che lui ha trasmesso, ma soprattutto non si spegnerà certamente  nei cuori di quanti lo hanno conosciuto quella scintilla di amore e di fiducia in se stessi e negli altri  che lui ha acceso.

Ha fatto gustare l’amore di Dio, ha aiutato ad amare, ad apprezzare la tenerezza, a  non temere i limiti, a credere che qualcosa di meglio si può sempre fare e ad essere contenti di ciò  che è stato fatto e chi ha fatto tali esperienze di Bene non può dimenticare. Il GRAZIE sarà continuare  a diffondere tanto Bene, ed è sicuramente ciò che a don Romolo sarebbe interessato ed interessa di  più. 

I capitoli dei suoi libri iniziavano sempre e si concludevano con una preghiera. Una per tutte, da lui  composta, ci dice tanto del suo cuore: 

O Signore, sono tante le paure che viviamo nel nostro relazionarci con gli altri E tanti i pericoli che attraversiamo nel nostro percorso di vita 

Rendici consapevoli delle difficoltà che viviamo nell’esprimere la tenerezza e fa’ che possiamo trasformare queste difficoltà in risorse. 

Fa’ che non mettiamo la testa sotto la sabbia, 

ma sappiamo piuttosto usare queste difficoltà 

come piste per trasformare e convogliare le nostre migliori energie 

e a saper vedere in esse dei richiami che ci invitano a vedere meglio la nostra vita. Aiutaci ad affrontarle avendo fiducia in Te e nella nostra capacità di risolverle. Liberaci dall’ossessione di essere perfetti 

e fa’ in modo che ci accettiamo nelle nostre paure e difficoltà, 

vedendole come un invito a crescere. 

Insegnaci a essere misericordiosi e teneri nei nostri confronti. 

Maria, madre della misericordia, sostienici. Amen. 

Agata Pisana  

(Presidente del Consultorio Familiare di Ispirazione Cristiana di Ragusa) 

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