Postato in data 14 gennaio 2022 Da In Società

ITALIA, PAESE DI SANTI, POETI, NAVIGATORI E…..TRASMIGRATORI. di Paolo Caruso

Cosa è rimasto di quel che fu il vanto dell’Italia, un Paese di santi, poeti, e navigatori? Il cambiare dei tempi, la scomparsa delle ideologie con la conseguente crisi dei partiti, il mutare dello stesso concetto di etica con il variare dei costumi, hanno provocato progressivamente uno sfilacciamento del tessuto sociale portando alla luce, in questo preciso momento storico legato alla pandemia e alla grave crisi economico-occupazionale, un malessere sommerso che da tempo ha incancrenito i rapporti dei cittadini con la politica offuscando anche i valori di solidarietà fondamenta essenziali del vivere civile.

Lo stesso modo di concepire la vita in senso strettamente materialista ci porta alla riflessione di quanto siano grandi le nostre colpevolezze e quanto gravi incidano quelle legate al sistema e che provengono dal mondo della comunicazione. E’ venuta fuori una nuova immagine di società, sempre più dissociata, permeata all’individualismo più bieco, capace di trasmettere come eredità generazionale una povertà culturale priva di valori. Tutto viene messo in discussione, dalla religione alla scienza, dal perbenismo e dal decoro al puro arrivismo, dalla coerenza alle schizofrenie della politica che ormai svuotata dei fondamentali ideologici rappresenta una scatola vuota priva di contenuti, un coacervo di ipocrisia, di miserie umane in mano a personaggi di discutibile moralità e di estrema mediocrità. L’ignoranza e l’amnesia di un popolo si rivelano poi il peggiore dei mali.

Il deserto esistenziale delle coscienze trova sfogo nelle offese, nel linciaggio morale dietro l’anonimato del web, come accaduto in questi giorni nei confronti del compianto Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. In un Paese normale la Politica, le forze sane, gli intellettuali dovrebbero con onestà dare un segnale forte, ritornando ad essere la stella polare di una società moderna e solidale. I Rappresentanti del popolo facciano la loro parte dando al Paese un Presidente della Repubblica dalla moralità impeccabile, di alto prestigio e autorevolezza, che sappia rappresentare gli interessi dell’Italia intera e sappia interpretare quei valori che fecero grandi i Padri Costituenti. Portare avanti certe candidature di esponenti di un sistema partitico ormai logoro non è di certo un buon viatico, peggio ancora una canditatura dirompente come quella del “Caimano” di Arcore.

Candidatura non tanto perchè divisiva, come alcuni vanno blaterando ipocritamente, bensì cosa ancora più grave, perchè in contrasto con qualsiasi elemento di razionalità. Infatti il candidato Berlusconi, uomo cinico e di dubbia moralità, in palese conflitto di interessi, è un condannato in via definitiva per frode fiscale, un pluriprescritto in innumerevoli processi, un corruttore seriale che è riuscito a comprare il silenzio e le false testimonianze per salvarsi dalla scure della magistratura, un imprenditore vicino ad ambienti mafiosi prestato alla politica per salvaguardare i propri interessi. Un destabilizzatore conclamato della vita politica e istituzionale del Paese anche grazie alla miserevole campagna acquisti milionaria di alcuni parlamentari.

Siamo di fronte ad un abile e consumato regista in grado di sottrarsi a molteplici processi e ad essere prosciolto con l’istituto della prescrizione e grazie a leggi ad personam. Ma il “Caimano” potrà mai essere l’Uomo dall’alto profilo morale indicato dalla inettitudine politica a sedere sul Colle più alto della Repubblica? La vicenda è di estrema gravità per rimanere nel limbo delle supposizioni e nei tavoli della politica, anche perchè il nastro della storia è impossibile da riavvolgere e rende improponibile un suo eventuale settennato al Colle.

Dott. Paolo Caruso

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