Postato in data 28 giugno 2017 Da In Poesia

IPOCRITA

“Dicono che fossero giganti,
i primi uomini che camminavano sul mondo
per questo forse allora di errori così grandi non c’era bisogno,
no non c’era bisogno di sacrificarci a un dio di poche lire
pagarlo col silenzio perchè
si deve progredire ma
è come un albero che cresce nella direzione opposta:
le radici perse in aria e la testa nascosta.

Invece ciò che ti riguarda mi riguarda,
come ciò che lo riguarda,
ti riguarda.
Se siamo ammanettati tutti insieme alla stessa bomba .” -FabiSilvestriGazzè-

Ipocrita
io
e la gente.
Adesso che siamo bombardati dalla paura
dalla necessità di capire che quello che succede non è solo dall’ altra parte del mondo
ci allarmiamo,
abbiamo paura
diventiamo umani
e non più individui indifferenti.
Ed è giusto questo?
Perchè ci preoccupiamo solo ora, solo nel momento in cui i nostri cari,
le persone che pensiamo più vicine a noi, sono state in pericolo.
Sono morte.
Adesso che abbiamo paura che possa succedere anche a noi
perchè siamo in grado solo di accusare loro
coscienze malate come quelle di coloro che fin ora hanno fatto la guerra in tutto il mondo
“i nostri”
Perchè non abbiamo accusato anche loro?
Perchè non abbiamo avuto paura anche per quelle persone dai lineamenti diversi dai nostri?
Perchè adesso scongiuriamo le persone che si trovano in Francia di venire qui, di tornare da noi
quando con ignoranza abbiamo esclamato che la gente non doveva attraversare il mare per trovare salvezza
che magari in mare doveva annegarci.
Non siamo entrati in guerra
lo siamo sempre stati
ma eravamo e siamo così sommersi dalla nostra ipocrisia
dal terrorismo psicologico
dalla convinzione che comunque tutto quello che succedeva era distante
da non rendercene conto.
Chi può essere accusato?
Qual è la radice che ha scatenato tutto?
Io non lo so.
Non so accusare
Non so essere giusta
Non so più cosa sia la giustizia,
violenza contro la violenza,
pace contro la violenza.
Adesso, da ipocrita, ho paura.
Paura per me stessa, per i miei cari
per tutta la gente lì fuori.
Paura per chi crede di avere una risposta, quando una risposta non c’è.
Ho puaura di perdere la mia umanità, di odiare,
di avere pregiudizi,
di non saper scindere la cattivera dalla bontà.
Ma sopratutto ho paura di essere ingannata.
Siamo tutti nella stessa posizione,
non c’ è più la vittima e il carnefice
ci stiamo mischiando
e questo è pericoloso
distruttivo
disarmante.
Vorrei capire,
vorrei che esistesse un’ oggettività in questo mondo che va a puttane,
vorrei che non esistesse più la religione
la prevaricazione
il razzismo
la lotta contro il razzismo.
Ipocriti e impauriti
Non esiste più il coraggio di voler capire che sono tutti contro la vita:
la stanno e la stiamo distruggendo.
E non contano più i luoghi,
siamo su una piattaforma che ci avvolge tutti,
vinti e vincitori, vittime e carnefici, non esistono esclusi,
non esistono superstiti.

Alessia Barone

 

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