Postato in data 18 gennaio 2021 Da In Eventi

IL SINDACO DI COMISO REPLICA ALLA LETTERA APERTA DEL CONSIGLIERE BELLASSAI

Il Sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari, risponde al consigliere comunale del PD, Gigi Bellassai, che in una lettera aperta aveva chiesto la chiusura delle scuole a causa dell’alto numero di contagi e della conseguente catalogazione della Sicilia tutta, in zona rossa. “ Gli articoli del TUEL ( testo unico degli enti locali) riportati dal consigliere si applicano ad emergenze sanitarie o di igiene pubblica di carattere esclusivamente locale e la pandemia da Covid non lo è. Tuttavia nel novembre 2020, quando la sottoscritta ha chiesto la chiusura delle scuole a causa di un numero elevato di contagi, proprio Bellassai ha pubblicamente dichiarato: la scuola non si deve fermare!!!  ”. Dichiarazioni del sindaco. 

 

“Preso atto delle preoccupazioni di tutti e dell’intera comunità scientifica in merito alla costante circolazione del Virus Sars Cov 2, con conseguente rischio di contagio, in merito alla richiesta del Consigliere comunale Prof. Luigi Bellassai, indirizzata alla sottoscritta, prof.ssa Maria Rita A Shembari, in qualità di Sindaco di Comiso, e finalizzata a sollecitare un provvedimento straordinario di chiusura delle Scuole di ogni ordine e grado, si evidenzia quanto segue – premette il sindaco -. L’art. 50 del D. L.vo 267/2000 s.m.i. (Testo Unico degli Enti Locali), espressamente riportato nella lettera aperta come giustificativo dell’Ordinanza da Lei caldeggiata, al primo periodo del comma 5, stabilisce che il Sindaco, quale rappresentante della comunità locale, può adottare  ordinanze contingibili e urgenti “in  caso  di  emergenze  sanitarie  o  di  igiene pubblica a carattere esclusivamente locale: il carattere intrinseco di una pandemia esclude di fatto che si possa trattare di “emergenza locale”, ed in effetti la normativa a carattere Regionale e ancor più Statale è orientata ad impedire che i singoli provvedimenti degli Enti locali periferici possano andare verso una parcellizzazione di chiusure che, risultando estemporanee e a macchia di leopardo, aggraverebbero un quadro già di per sé oltremodo confuso. In questa direzione – ancora Maria Rita Schembari –  si muove l’art. 3 del Decreto Legge n. 19 del 25 marzo 2020, che ha abrogato l’art. 1 del D.L. 23/02/2020 n. 6  citato dal consigliere a sostegno delle sue tesi, convertito con modificazioni dalla Legge 22 maggio 2020  n. 35, con il quale il Governo nazionale ha inteso limitare il potere riconosciuto ai Sindaci di ricorrere alle ordinanze contingibili e urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica in atto, con misure divergenti da quelle legislativamente imposte.

Pertanto – sempre il primo cittadino di Comiso- , alla luce delle previsioni normative sopra richiamate e di quanto stabilito dall’art. 3, comma 4, lett. f) del D.P.C.M. 14 gennaio 2021, il quale recita “Fermo restando lo svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, della Scuola primaria, dei servizi educativi per l’infanzia, di cui all’art. 2 del DL 13 aprile 2017 n.65, e del primo anno di frequenza della Scuola Secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza…”,  l’ordinanza sindacale contingibile e urgente finalizzata alla sospensione delle attività didattiche in presenza si configurerebbe come strumento giuridico difforme”.

Il Sindaco, inoltre, aggiunge: “I predetti principi normativi sono stati richiamati dalla Circolare n. 41155 del 24.09.2020 degli Assessorati Regionali dell’Istruzione e della Formazione Professionale, della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, e della Salute, con la quale è stato ribadito che “nell’eccezionalità della situazione generata dal diffondersi del Covid-19, le Autorità nazionali e il Governo della Regione hanno prontamente adottato i rimedi legislativi necessari a gestire l’emergenza epidemiologica, limitando il ricorso a provvedimenti amministrativi derogatori in ragione di emergenze non codificate o che coinvolgano, per dimensioni, intere Comunità”, invitando espressamente i Sindaci “a comunicare alle Autorità sanitarie eventuali criticità che si dovessero rappresentare presso gli istituti scolastici, di ogni ordine e grado, che insistono sul territorio, astenendosi dall’emanare ordinanze contingibili e urgenti le quali, adottate senza il necessario conforto dei Dipartimenti di prevenzione competenti, si appalesano per la apoditticità delle decisioni ivi assunte”.

L’invito ai Sindaci di astensione dall’emanazione di ordinanze contingibili e urgenti confliggenti con le predette prescrizioni normative è stato altresì ribadito da nuova Circolare interassessoriale regionale dell’11 novembre 2020, che espressamente ribadisce “l’opportunità di un preventivo accordo con l’Autorità regionale, sia scolastica che sanitaria, laddove sia indifferibile e improcrastinabile l’adozione di un provvedimento di promanazione comunale”, nonché dalla Prefettura di Ragusa con nota prot. 0052922 del 12.11.2020, acquisita al protocollo comunale al n. 0040552 del 13.11.2020.

“La situazione attuale – spiega la Schembari – , che vede il Comune di Comiso attestarsi al numero complessivo di 74 soggetti positivi alla data del 17 gennaio 2021, non è tale da destare le preoccupazioni palesate dal consigliere  nella sua lettera aperta, né la competente Autorità sanitaria locale, con la quale si intrattengono fitti e costanti rapporti, ha evidenziato un qualsivoglia stato di allarme. Al contrario esso si è profilato alla data dello scorso mese di novembre, allorché, con il conforto dei dati e delle relazioni dell’ASP, la sottoscritta ha responsabilmente attivato il corretto iter normativo che ha condotto all’emanazione dell’Ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 61 del 19 novembre 2020,  recante l’attuazione di misure più stringenti per il nostro territorio; e allorché al contrario, il consigliere Bellassai, pubblicamente, giorno 7 novembre ultimo scorso, data in cui i positivi a Comiso giungevano al numero di 206, ben più preoccupante di quello attuale, e con una crescita giornaliera di carattere quasi esponenziale, così si esprimeva: La scuola non si deve fermare!!! È un presidio di cultura, legalità e democrazia oltre che indispensabile alla crescita umana dei nostri ragazzi. Noi operatori scolastici, assieme agli alunni e alle loro famiglie, stiamo facendo sforzi enormi per garantire la sicurezza sanitaria e prevenire il contagio…”

“Alla luce di quanto sopra, – conclude Maria Rita Schembari –  non sussistendo alla data di oggi condizioni tali che possano giustificare l’adozione di un provvedimento sindacale contingibile ed urgente circa la sospensione delle attività didattiche e scolastiche in presenza, la  richiesta di Bellassai appare quantomeno intempestiva e tale da creare confusione ed ingiustificati allarmi nelle famiglie e tra gli utenti della Scuola”.

Laura Incremona

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