Postato in data 7 dicembre 2019 Da In Politica

IL CONSIGLIO COMUNALE DI COMISO HA DATO IL VIA ALLA RICAPITALIZZAZIONE DELLA SOACO

CON UN PROVVEDIMENTO CHE PUR LASCIANDO DIVERSE PERPLESSITA’ SUL FUTURO DELLA QUOTA PUBBLICA DELLA SOCIETA’ DI GESTIONE OTTIENE UN ANNO DI TEMPO ANCORA PER TROVARE LE RISORSE NECESSARIE AL SUO MANTENIMENTO.

 

Nel corso di una lunga e articolata seduta protrattasi per oltre 5 ore su un unico punto all’ordine del giorno, il consiglio comunale di Comiso ha votato la ricapitalizzazione della Soaco, la società di gestione dell’aeroporto di Comiso per 7 milioni e 900 mila euro, importo coerente con il nuovo piano industriale che dovrebbe rilanciare l’attività dello scalo nei prossimi anni.

Il provvedimento, votato dalla maggioranza con l’astensione del nostro gruppo consiliare e degli altri consiglieri di opposizione, contiene diverse ombre e qualche luce.

Intanto si procede con una ricapitalizzazione necessaria per evitare la chiusura dello scalo, coerente con un processo di rilancio che sulla carta potrebbe riportare alla piena operatività l’aeroporto, poi si ottiene una dilazione per il Comune di Comiso, che ha tempo fino al 31 ottobre 2021 per trovare i 2 milioni e 765 mila euro, oggi inesistenti, che gli consentano di sottoscrivere e mantenere pubblica la quota del 35% del capitale societario, mentre SAC verserà i 5 milioni 135 mila euro di propria competenza tra il dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020.

Grazie all’attenzione delle opposizioni, è stata apportata al testo originario una correzione fondamentale per rendere effettiva la proroga dei termini per il Comune, che, altrimenti, sarebbe stata tecnicamente inutilizzabile. Sindaco e maggioranza hanno riconosciuto, con una disponibilità non scontata, la validità delle argomentazioni portate in aula da Articolo Uno, Pd e Movimento 5 stelle e si è quindi potuta evitare una trappola pericolosa.

 

Rimangono però le perplessità sulle modifiche allo statuto che il provvedimento costringe ad apportare, scontando in pieno lo strapotere finanziario del socio di maggioranza e la deficitaria situazione economica dell’Ente. Qualora Comune o altri enti pubblici, l’ipotesi in campo è quella di un intervento della Regione Siciliana, non riuscissero a sottoscrivere quanto necessario, la quota pubblica di Soaco scenderebbe al 5%. Si verrebbe a perdere definitivamente quella salvaguardia in grado di rappresentare il territorio e garantire l’apertura 12 mesi l’anno dello scalo.

 

Inoltre l’ipotesi di privatizzazione di Sac rende ancora più a rischio, in assenza di rassicurazioni da parte del Presidente Musumeci, che pure, a differenza che per Comiso, per altre situazioni è intervenuto, che il processo di rilancio sia garantito anche in caso di nuova proprietà.

La Redazione

 

 

 

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