Lettere al Direttore

Postato in data 21 gennaio 2017 Da In Lettere al Direttore

I cani del rifugio di Ragusa: quale futuro?

Gentile Direttore,vorrei far conoscere attraverso le pagine del suo giornale un problema che certamente molti concittadini e lettori condivideranno. Diceva Mahatma Gandhi “la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui trattano gli animali”.

Se dovessi misurare la civiltà della attuale amministrazione comunale potrei parlare solo di profonda inciviltà per aggiungere poi pressappochismo, strafottenza e mancanza di sensibilità.

Mi rendo conto che in questo momento il sindaco ha altre gatte da pelare, ma anche i cani hanno i loro diritti.

Comincio dal principio: dalla gara di appalto per la gestione del rifugio-canile di Ragusa formulata con l’inquietante principio del “massimo ribasso”.

Da anni il servizio presso il rifugio è stato gestito dall`AIDA e da volontari e volontarie che, con dedizione e con amore verso gli animali, hanno fatto miracoli per garantire agli ospiti a quattro zampe assistenza oltre che affetto.

In questi anni la mortalità si è attestata a livelli molto bassi e le adozioni hanno raggiunto numeri soddisfacenti, compresa la mia. Sostengo le attività dell`associazione e conosco la passione e il sentimento profondo che anima tutti coloro che prestano la loro opera.

Dal mese di settembre dello scorso anno il servizio viene svolto dalla società che si è aggiudicata la gara: si tratta di una società che ha sede in Campania e che ha deciso di trasferire gli animali da Ragusa nel territorio campano, decisione di per sé alquanto incomprensibile stante la criticità del fenomeno del randagismo e dell`abbandono nel territorio di riferimento.

Sono stati effettuati già due viaggi per un numero complessivo di circa 70 cani e pare che il prossimo 24 Gennaio se ne effettuerà un terzo; notizia per altro appresa per vie traverse visto che l`ufficio che se ne occupa non brilla certo per trasparenza e la sua attività è coperta dal più fitto riserbo. Mi chiedo perché.

Alla luce di questa inusitata situazione mi chiedo: che tornaconto ha questa società in una operazione del genere? Che senso ha sottoporre gli animali a questo stress? Con quali garanzie e in quali condizioni igienico/ sanitarie vengono effettuati questi viaggi? Quali sono le destinazioni e soprattutto, come sono le condizioni delle strutture ricettive? Chi controlla, a distanza di centinaia di chilometri, che il servizio prestato è secondo le  norme di legge? Chi è responsabile della tracciabilità dei soggetti trasferiti? Chi monitora i tassi di mortalità e di adozione? Chi garantisce che non vengano avviati alla vivisezione o utilizzati in combattimenti clandestini? Dal punto di vista giuridico può essere traferita la proprietà dell`animale e se i cittadini ragusani volessero adottarli come possono farlo a questa distanza? Insomma… CHE FINE FANNO QUESTI ANIMALI?

Tutte domande senza risposte. Il comune di Ragusa si è disfatto del problema rinunciando di fatto ad esercitare il controllo sull`andamento del servizio appaltato, le ripetute richieste di informazioni sulla salute degli animali avanzate dalla presidente dell`AIDA sono state ignorate ed è legittimo chiedersi perché se non ha niente da nascondere?

Adesso danno la caccia ai cani di quartiere che, se anche non regolarizzati, sono da tempo adottati da gruppi di cittadine e cittadini e fanno parte della comunità. Mi giunge voce che un accalappiatore campano e addirittura anche i carabinieri cerchino un cagnetto come se fosse un boss latitante.

Sono fortemente preoccupata ( e tutta la cittadinanza dovrebbe esserlo) per la sorte degli amici pelosetti e l`opacità dei comportamenti adottati dai vari attori in questa faccenda non mi rassicura.

Vorrei risposte chiare e puntuali, vorrei report trasparenti, vorrei le foto degli animali traferiti nelle loro nuova sistemazione, vorrei che venissero effettuati i controlli sulle condizioni igienico sanitarie e di vivibilità, vorrei sapere come sono nutriti, vorrei sapere quanti ancora sono in vita e se non lo sono più il perché, vorrei sapere in quanti sono stati adottati e con quali criteri, vorrei una spiegazione convincente del perché questi animali debbano essere trasferiti altrove, vorrei sapere come vengono spesi i soldi delle mie tasse. Vorrei che il Sindaco spendesse una parola su questo argomento.

Il suo silenzio è ingiustificabile: come primo cittadino ha il dovere di fare chiarezza e di effettuare la vigilanza sull`osservanza delle leggi a tutela degli animali e mi chiedo come possa farlo a tanta distanza visto che gli strumenti di controllo passano attraverso la Polizia Municipale.

Questi viaggi verso un “altrove” vanno fermati, almeno fino a quando non saranno date le risposte. Con la presente invito le lettrici e i lettori, le cittadine e i cittadini a fare azione di pressione e di sensibilizzazione nei confronti degli uffici competenti attraverso tutti i canali e in tutte le forme (ovviamente lecite e civili).

A coloro che potrebbero essere tentati di dire: “in fondo si tratta solo di cani” ricordo la frase di apertura ….se questo è il modo in cui questa amministrazione tratta gli animali cosa possiamo aspettarci come essere umani?

Cecilia Tumino

 

 

Gentile signora,

grazie per la sua accalorata lettera, dalla quale traspare il grande amore per gli amici dell’uomo, cioè i cani. Fulgidi esempi di fedeltà e protagonisti di grandi imprese tanto da meritare anche le prime pagine di giornali e televisioni. Pur dispiaciuto della scarsa attenzione della nostra amministrazione nei confronti di tale tematica, come da lei riferito , nella speranza che la sua lettera sia anche un messaggio di coinvolgimento dell’opinione pubblica iblea, assicurandole il mio personale interessamento verso gli uffici competenti per dare una risposta ai suoi innumerevoli interrogativi, la saluto cordialmente  

il Direttore

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