Postato in data 30 maggio 2020 Da In Spettacoli

EUROPA SOLIDALE, UN PO’ AUSTERA, E FINALMENTE “VERA”.

Finalmente si assiste ad un sussulto dell’Europa che cerca di minare dalle fondamenta certa propaganda, e che manda per aria le trame e le tante ipocrisie di partiti e movimenti sovranisti, anche di casa nostra, pronti a recitare il “de profundis”, a costo di calpestare gli interessi nazionali, mettendo in difficoltà migliaia di piccole e medie imprese e lasciando per strada vasti strati di lavoratori.

Lo spettacolo penoso offerto in Europa dai sovranisti nostrani che fanno il tifo per i nazionalisti dei cosiddetti paesi “frugali” come Austria, Danimarca, Svezia e Olanda, astenendosi o votando senza alcun razionale, la dice lunga quanto questa ciurma di “patrioti” italiani tuteli i veri interessi nazionali affermando con atteggiamento spocchioso e propagandistico la bontà del loro prodotto.

A piccoli passi si va comunque avanti, e il recovery fund richiesto fortemente dal presidente Conte rappresenta un grande affare per l’Italia e per i paesi europei dell’area mediterranea, al contrario del Mes, voluto e votato a suo tempo dal trio Berlusconi, Meloni, Salvini, che non è altro che un ulteriore debito per lo stato.

Il Recovery fund di 750 miliardi concessi dalla U.E., di cui 173 all’Italia, 82 a fondo perduto e 91 in prestito condizionato con tempi di restituzione lunghi e tassi bassissimi, rappresenta un dato estremamente positivo e una grossa boccata di ossigeno per le asfittiche casse dello stato. Al momento è solo una proposta concreta e una volontà tangibile della U.E. in linea con la richiesta italiana che i capi di stato e di governo dovranno ratificare prossimamente e tradurre nei prossimi mesi  in moneta sonante.

Il Recovery fund oltre che economica infatti è seriamente una questione politica in grado di poter bloccare qualsiasi rigurgito nazionalista in territorio europeo. Se il vecchio continente si salverà dal disastro post pandemia ci sarà una svolta epocale, si aprirà una nuova pagina nel variegato orizzonte europeo, all’egoismo subentrerà una fattiva collaborazione tra le nazioni, e si intravederà finalmente il sorgere di una nuova Europa, l’Europa dei popoli.

 

Dott. Paolo Caruso ( Pneumologo)

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