Postato in data 23 novembre 2022 Da In Città

ESECUTIVO CNA EDILIZIA RAGUSA A CONFRONTO CON IL SEN. SALLEMI

Il blocco della cessione dei crediti, il nuovo cambiamento delle regole con il decreto aiuti quater, l’obbligo della certificazione Soa a partire dal primo gennaio per ogni intervento che beneficia di incentivi pubblici, rischia di avviare la tempesta perfetta nel settore delle costruzioni e ha fatto diventare il superbonus un supermalus, in modo particolare per le microimprese artigiane del settore. E’ quanto rileva l’esecutivo di Cna territoriale Edilizia Ragusa che, dopo avere elaborato alcune proposte, ha incontrato il senatore Salvatore Sallemi nella consapevolezza che il Parlamento sarà chiamato a svolgere una funzione essenziale per apportare le necessarie modifiche al decreto aiuti quater in fase di conversione.

Ma quali sono le proposte sottoposte all’attenzione del parlamentare ibleo? Intanto, revocare e/o rivedere profondamente l’obbligo di certificazione Soa che scatta il primo gennaio 2023. E’ un costo in più per tutte quelle microimprese (la grande maggioranza) che nel tempo hanno scelto di non partecipare al mercato pubblico. La Soa non è in grado di dimostrare le competenze, la serietà e la qualità dei lavori eseguiti dalle imprese artigiane. Viceversa, molte imprese “qualificate Soa” hanno realizzato lavori, come per esempio il viadotto della Gela Caltanissetta, crollato dopo un anno e mezzo dalla sua realizzazione.

Poi, nelle aree ad alto rischio sismico la porzione di lavori relativa alla riqualificazione strutturale di un edificio, cioè il sismabonus, va mantenuta al 110% nelle Zone 1 e al 100% nelle Zone 2. Il superbonus ha creato un’opportunità: poter riqualificare staticamente ed energeticamente un edificio anche se le condizioni economiche del proprietario dello stesso edificio non sono le migliori. Questa convenienza è stata determinata dalla cessione di credito, uno strumento che ha incoraggiato il titolare dell’immobile e ha rassicurato l’impresa.

Se tale condizione viene meno o viene radicalmente modificata – ad esempio allungando il periodo per la detrazione a 10 anni – il superbonus perde d’interesse. La cessione di credito va quindi mantenuta, ma va riconosciuta solo per la prima casa. Non si intravede, anche da parte di questo governo, una soluzione al grave problema dei crediti fiscali incagliati nei cassetti fiscali. Questo problema sta mettendo in discussione la sopravvivenza di molte imprese del nostro territorio. Esiste la proposta avanzata da un noto commercialista (dott. Stefano Miconi), fatta propria in questi giorni dall’Abi, che consiste in una compensazione dei crediti delle imprese tra Agenzia delle Entrate e banche.

Questa indicazione può essere presa in considerazione? E, ancora, serve un serio e attento controllo dei prezzi del materiale edile. La storia che la lievitazione dei prezzi va sempre attribuita esclusivamente alla congiuntura economica internazionale risulta sempre meno credibile. Serve sollecitare con forza il garante dei prezzi presso il Mise. Nel corso dell’incontro, il senatore Sallemi ha sottolineato come questo contributo del territorio sia importante e utile a migliorare il decreto nel corso del dibattito che lo che porterà a diventare legge.

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