Postato in data 11 gennaio 2022 Da In Politica

EPPURE PARLA….di Paolo Caruso

In questa nostra Italietta, governata dall’Uomo della Provvidenza Finanziaria, il Premier Draghi, sostenuto dalla incestuosa alleanza dei partiti, pavidi di fronte a tale “Magnificenza”, che gestisce in perfetta solitudine le regole democratiche del Paese con il suo ghigno autoritario e il suo proverbiale silenzio, si assiste perplessi alla mancanza di “sensibilità” del Premier “Maximo” che viene costretto dalle circostanze e non da “motu proprio, al confronto mediatico sul decreto di dicembre riguardante le misure restrittive di contrasto al covid.

Infatti con il decreto di dicembre in merito alle misure da adottare per il dilagare dei contagi covid, il Super Mario nazionale ha evitato nei primi giorni di metterci la faccia, non avendo alcuna voglia, come è sua abitudine, di parlare alla Nazione e neppure di confrontarsi pubblicamente con i soliti lacchè di regime quali ormai vengono considerati i media della carta stampata e delle varie emittenti radio televisive. Lo stato confusionale del decreto che doveva chiarire e rendere di facile applicazione le norme, fa trasparire chiaramente la contrapposizione dei vari contendenti, dagli organi scientifici dell’Istituto Superiore di Sanità a quelli pavidi della politica e a quelli diretti della Presidenza del Consiglio.

Da tutto questo non poteva che venir fuori un decreto per certi versi inutile, dalle diverse sfaccettature risultato finale di molteplici compromessi di questa sgangherata alleanza politica. Un decreto in differita, costellato durante il suo percorso da date e scadenze che ne complicano ulteriormente l’applicazione.

Mentre così si assiste al dilagare dei contagi e ad una ulteriore impennata della curva dei ricoveri ospedalieri, il decreto appena varato, in primis orfano verbale del suo firmatario, il Premier Draghi, impegna tutte le sue potenzialità sul Super green pass, sulla lotta ai No Vax, sul potenziamento degli Hub vaccinali, la loro apertura h24 con l’incremento ulteriore dei vaccinati, infine sull’obbligo vaccinale agli over 50, tralasciando i problemi strutturali che riguardano la scuola e i mezzi di trasporto pubblico, causa principale spesso del propagarsi dei contagi.

Ora che sono riprese le lezioni in presenza, e anche giustamente, dopo la pausa delle festività natalizie, il problema dei trasporti pubblici e strutturali degli edifici scolastici, rimasto da sempre insoluto, rischia di esplodere con tutta la sua complessità e le sue diversificate responsabilità. Nella scuola con il decreto di fine anno sembra scoppiato il caos; infatti le due fasce di studenti, una di fascia A e l’altra di fascia B, in rapporto alla permanenza in classe degli alunni legato al numero dei casi di positività diretta o indiretta al covid e al livello scolastico di appartenenza, all’obbligatorietà del certificato vaccinale, di certo non rendono agevole l’operare dei dirigenti scolastici che contestano aspramente tale decreto.

Se a tutto questo si associa la mancanza dei tamponi, di mascherine FFPF gratuite per gli studenti, l’annoso problema delle distanze da mantenere nelle aule, il ricambio dell’aria al loro interno, si capisce bene quanto ardua sia la lotta alla diffusione del covid, non tralasciando ne sottovalutando il problema irrisolto del trasporto pubblico. La conferenza stampa canalizzata rigidamente su un solo argomento specifico, quello dello stato delle vaccinazioni, della diffusibilità del virus, del crescente numero dei ricoveri, dell’obbligatorietà del vaccino agli over 50, e infine dell’importanza della didattica in presenza nella scuola, non ha aggiunto nulla di nuovo a quello che già era risaputo.

L’Uomo della Provvidenza ha evitato di rispondere a domande ben precise e da Lui ritenute inopportune sul futuro quirinalizio, sul rapporto pandemia, Presidenza del consiglio, elezione Presidente della Repubblica, dimostrando ancora una volta quanto sentito sia in Lui il concetto ampio di democrazia. Il tutto Top Segret…..

Dott. Paolo Caruso

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