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Postato in data 14 marzo 2016 Da In Appuntamenti, ECONOMIA, Soldi

DIAMO UN’OCCHIATA ALLE SPESE PUBBLICHE

riflessione sui finanziamenti dell’amministrazione per attività artistiche


«Troppo di nicchia» – questa la giustificazione che le istituzioni pubbliche hanno addotto a sostegno… del “mancato sostegno” ad una manifestazione eccellente che ha visto dal 20 dicembre al 6 gennaio ben otto concerti eseguiti da artisti di fama internazionale. Mi riferisco al Festival Organistico Internazionale, che organizzato dal maestro Marco D’Avola ha vissuto quest’anno la sua 20^ edizione. «Pretestuosamente “troppo di nicchia”, oppure scrive il maestro D’Avola sulla pagina FB del Festival forse inutile fardello al dinamismo della società ragusana. Forse perché‚ storia, arte, tradizione e cuore appesantiscono non poco la coscienza contemporanea di noi “cittadini”, o forse perché‚ musae non dant panem!».
E che dire dell’altrettanto longevo carnet di concerti di musica classica, ritmi jazz, esecuzioni di solisti, che Melodica ripropone da oltre vent’anni grazie alla accurata e tenace iniziativa del maestro Laura Diana Nocchiero?
Inizialmente era previsto uno stanziamento di 25.000 euro per Melodica, poi dall’insediamento della giunta Piccitto si è passati a 12.000 euro e quindi ai 9.000 dell’anno successivo fino a 0 euro (zero!) dalla stagione 2014-15 in poi.
Ma se la disattenzione dell’amministrazione nei confronti della cultura e la disaffezione nei confronti della crescita culturale e artistica dei cittadini non necessita, a questo punto, di commenti ulteriori, il senso di responsabilità civica, la passione per la musica, la forza d’animo degli organizzatori ha reso ancora possibile la realizzazione di queste pur così encomiabili offerte artistiche. «Un folto gruppo di imprenditori della Città ha creduto nella rilevanza della Manifestazione – continua Marco D’Avola – e, con un gesto mirabile di quella sensibilità di ingegni che li ha condotti sin dove oggi sono, senza questue sulle scale dei palazzi, hanno voluto che il Festival ritornasse ad inondare di suoni atavici i nostri cuori contemporanei [per tre anni era stato sospeso a causa, appunto, della mancanza di fondi ndr]». Altri sponsor stanno aiutando Melodica, ma tutto questo non basta e «così continuando – mi dice il maestro Nocchiero – l’anno prossimo saremo forse costretti a fermarci».
Saranno proprio senza soldi per essergli così difficile supportare la cultura e le iniziative private – si pensa.
Ma non è affatto così: ben 44.000 euro(quarantatremilaottocentonovanta, per l’esattezza: determina n.2646 del giorno 11/12/2015) spese in una sola sera per la Bandabardò. Niente da ridire sui bravi musicisti fiorentini, ma 44.000 euro in una sera (sia pure la notte di san Silvestro) e zero euro per i 17 concerti di Melodica o per il Festival Organistico Internazionale mi sembra proprio illogico!
Senza voler scomodare l’articolo 9 della nostra Costituzione («La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura»), non credo ci siano discussioni sul fatto che una città ha il diritto di pretendere che la sua Amministrazione si prodighi nel gestire i fondi che incamera secondo obiettivi non mirati alla visibilità propria, ma alla crescita culturale e artistica dei cittadini.
Io trovo incongruenti decisioni così drastiche che lesinano aiuti da un lato e spandano invece a larga manica dall’altro. Compito di chi governa è condurre verso sentieri giusti e propositivi, sviluppare sensibilità civili che sostengano la persona, offrire occasioni di crescita economica, culturale, sociale… non fregiarsi di aver organizzato manifestazioni in piazza. Ottimo offrire opportunità di divertimento, ma secondo spese coerenti con il resto dei finanziamenti assegnati!
Mi piace sottolinearlo perché forse dovremmo tutti essere più attenti a come vengono gestiti i nostri soldi, a cosa ci viene offerto. È facile, nelle situazioni, pensare che “non si poteva fare diversamente”, ma non è sempre così e se gli altri sono forti è sempre perché noi siamo deboli e lasciamo fare o non ci preoccupiamo nemmeno di sapere cosa si sta facendo o cosa si poteva fare.
L’ingiustizia è mancanza di reazione ed è responsabilità di tutti perché nessuno è mai impotente, in nessun caso. Basta solo non arrendersi.
Agata Pisana

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