Postato in data 21 novembre 2018 Da In Politica Con 20 Visualizzazioni

L’ENTE COMUNALE DI RAGUSA DIALOGHI SOLO CON ASSOCIAZIONI PALESEMENTE ANTIFASCISTE E ANTIRAZZISTE. LO PROPONE IL CONSIGLIERE DEL PD MARIO D’ASTA

Il consigliere comunale Mario D’Asta lancia la proposta all’amministrazione comunale di Ragusa di allestire un regolamento, dopo apposito confronto con i rappresentanti delle associazioni e delle organizzazioni sindacali, per far sì che tutte le associazioni che intrattengono rapporti di qualunque tipo con l’ente di palazzo dell’Aquila sottoscrivano un documento in cui si attesta di riconoscersi nella democrazia costituzionale, ripudiando il fascismo e la xenofobia, e di non propugnare la violenza come forma di lotta politica.

“In altri Comuni d’Italia – sottolinea D’Asta – hanno già attuato o stanno valutando di attuare questa misura che consente di predisporre una sorta di bollino “antifascista e antirazzista” che avrà valore anche per quelle associazioni che intendono prendere in affidamento un immobile comunale, che vogliono indire una manifestazione sul suolo pubblico, oppure intendono chiedere al Comune il patrocinio o il finanziamento di iniziative”.

“Ma non solo – aggiunge D’Asta – perché la dichiarazione dovrà essere firmata anche dalle associazioni che si propongono di gestire un bene pubblico, come ad esempio un impianto sportivo. L’esigenza di attivare un regolamento del genere cade in un momento storico molto preciso considerato che si nota con sempre maggiore frequenza la passività con cui le istituzioni reagiscono al moltiplicarsi di iniziative e manifestazioni che fanno chiaramente riferimento all’ideologia fascista o che propugnano ideali razzisti e xenofobi.

Sarebbe, dunque, opportuno che il Comune di Ragusa scegliesse la strada della regolamentazione dei rapporti istituzionali con associazioni non dichiaratamente antifasciste. Lo ritengo un fatto di cultura, di crescita civile, di riconoscimento della vita repubblicana del nostro Paese e, soprattutto, di accreditamento di decenni e decenni di libertà che ci hanno portato a conquistare una dimensione democratica su cui nessuno può permettersi di porre argini o derive di qualsiasi tipo.

I rigurgiti razzisti e xenobofi che si registrano, purtroppo, anche alle nostre latitudini impongono la necessità di adottare misure straordinarie nella loro ordinarietà”.

La Redazione

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