Postato in data 5 febbraio 2020 Da In Legalità-2

CHIARAMONTE GULFI – OPERA PIA RIZZA ROSSO È TEMPO DI INTERVENIRE. DIPENDENTI NON PAGATI DA 69 MESI

“Le scriventi OO.SS si vedono costrette a dover ritornare a rappresentare, relativamente all’O.P Rizza Rosso di Chiaramonte Gulfi, questioni di carattere generale che si muovono intorno alla mancata retribuzione di tutti i lavoratori della struttura che si protrae orami da circa 69 mesi!

Fin dall’inizio, la vertenza fu subito caratterizzata dalla drammatica situazione finanziaria dell’Ente, che nonostante il cospicuo patrimonio immobiliare, era comunque penalizzato altresì dalla mancata erogazione dei contributi Regionali: fattore, questo, che contribuiva all’impossibilità di procedere al pagamento delle ordinarie retribuzioni, in quanto le spese superavano gli incassi delle rette.  Tale condizione, ha costretto la quasi la totalità dei lavoratori al ricorso ai decreti ingiuntivi per recuperare gli stipendi pregressi (circa 69 mensilità) e i relativi contributi previdenziali.

A seguito di tale prospettiva, In data 28 maggio 2019, l’Assessorato Regionale alla famiglia,  provvide alla nomina, del Commissario Dott. Giuseppe Privitera  la cui opera, sin dall’insediamento, nonostante la proficua disponibilità delle OO.SS fu sin dall’inizio evanescente, ciò desumibile dai modesti e limitati risultati gestionali concretizzatesi in via definitiva nel pagamento al Personale dipendente di alcuni  acconti su tre mensilità e nella stipula di una convenzione con un consulente legale di fiducia, seguita da una rapida uscita di scena, con conseguente “abbandono” del  Personale costretto ben presto ad una sorta di autogestione, fra l’altro non retribuita e quanto mai deleteria verso i rapporti tra dipendenti e più in generale sulla tenuta dei servizi erogati, situazione che purtroppo permane a tutt’oggi.

In conseguenza di tali fatti, le scriventi OO.SS furono costrette a dover ritornare sull’argomento con diverse note inviate alla Regione Siciliana, al Sindaco di Chiaramonte Gulfi, alla Prefettura (17 luglio 2019 – 16 settembre2019), senza tuttavia ricevere adeguati riscontri, in ultimo la nota del 06 dicembre 2019 inviata alla Prefettura di Ragusa e per conoscenza anche alla competente Procura della Repubblica,  con la quale veniva evidenziata la complessità del quadro generale, per la quale, perfino la gravissima questione del mancato pagamento degli stipendi, (vogliamo ricordare, che fino ad oggi i lavoratori avanzano circa 68 mensilità cadauno e ancora attendono l’esito dei decreti ingiuntivi già emessi unitamente alla contribuzione previdenziale non regolarizzata e da diversi anni) appariva non primaria.

Si focalizzò l’attenzione, in particolare sulle possibili ripercussioni sul servizio reso agli anziani, ospiti della struttura. In particolare:

  • gli operatori continuano a lavorare in condizioni di estrema precarietà per cui diventa sempre più difficile garantire un’adeguata assistenza agli ospiti dell’IPAB Rizza Rosso;
  • scadenza del mandato del commissario, che era stato incaricato in data 14.06.2019 con un provvedimento dell’Assessorato Regionale della durata di mesi tre;
  • Che la Scadenza del Commissario e la sua indisponibilità nei fatti ad esercitare le sue attribuzioni in conseguenza di ciò determinava ulteriori criticità, quali l’impossibilità di firmare mandati di pagamento, di poter incassare le rette, di dirimere le frequenti tensioni tra i lavoratori, di far fronte alle difficoltà nell’acquisizione di alcune forniture, il pagamento delle utenze e quanto necessario alla conduzione del servizio;
  • che, per quanto in premessa il quadro era ancor più grave e meritevole di attenzione da parte di tutti gli interlocutori nella nota in indirizzo, prima fra tutte la Prefettura poiché, trattandosi di anziani in precarie condizioni di salute, si potevano  determinare condizioni attuali  di rischio e pregiudizio, grave,  alla salute degli assistiti;

Da ultimo, (e siamo già arrivati ad un anno dall’originaria segnalazione) con nota del 6 dicembre 2019 , anche questa inoltrata per conoscenza alla competente Procura della Repubblica,  le OO.SS, sempre partendo dall’assunto dell’inesistenza di un vertice gestionale e che la struttura “ va avanti, si fa per dire, grazie al lavoro del personale che, malgrado vanti oltre 69 (sessantanove) stipendi arretrati che sicuramente mai percepirà, continua ad assicurare un minimo di assistenza agli anziani” .

Anche in tale sede si evidenziarono criticità ampiamente elusive. In particolare:

  • Circostanza per cui la figura dell’infermiera, oltre al personale addetto all’assistenza, è indispensabile, ma, per motivi collegati alla situazione economica disastrosa non sempre se ne trova una e per una presenza giornaliera, anche se a ore, in atto tale personale raggiunge giornalmente la struttura, ma non si comprende in virtù di quale convenzione e con chi questa sia stata stipulata;
  • Mancata somministrazione, da personale preposto per legge, dei farmaci.
  • Le derrate alimentari provengono all’istituto quotidianamente e in misura strettamente necessaria tant’è che il più delle volte, soprattutto di sera, si ricorre a qualche omogeneizzato al di fuori delle previste tabelle dietetiche;
  • Gli ospiti dell’Istituto in larga maggioranza hanno necessità di assistenza sanitaria e personale continuata. Dunque se si considera che l’età media è di oltre ottant’anni (addirittura vi è un’anziana che ha compiuto 104 anni) è facile capire che in questa situazione è alquanto probabile che si registri qualche evento infausto, non certo per responsabilità del personale, ma per la mancata e adeguata assistenza per quanto detto sopra.
  • Evidente circostanza legata al fatto che gli anziani possano rischiare la vita perché privi di un’assistenza, in senso lato, adeguata rispettosa degli standard minimi;
  • Nessuno può pensare che delle semplici lavoratrici, personale di qualifica A e qualche B, per giunta senza stipendi da decine di mesi, possano essere complici di chi ha il dovere di agire e non fa nulla. Nessuno può pensare che la responsabilità nella gestione degli anziani ospiti, alcuni bisognosi di cure mediche importanti e giornaliere, ricada sulle spalle di chi non ha le capacità professionali né il ruolo per agire.
  • Che la Regione Sicilia, e segnatamente il competente Assessorato Regionale alla Famiglia, ente di controllo preposto per legge ad assicurare la funzionalità di tali strutture, e dunque anche dell’O.P Rosso di Chiaramonte Gulfi è la responsabile primaria, se non unica, di questa situazione;
  • Che i funzionari regionali preposti, nonostante siano a conoscenza di questo stato di cose, non intervengono”;

Alla data odierna si deve purtroppo rilevare che permangono le condizioni di criticità e i comportamenti elusivi prima rappresentate oltremodo aggravate dalla circostanza che il perdurante inadempimento dell’Assessorato Regionale alla Famiglia alla proroga delle attribuzioni del Commissario dell’O.P Rosso di Chiaramonte Gulfi, Dr. Giuseppe Privitera, il cui incarico, si ripete è scaduto dopo tre mesi dalla notifica del Decreto di nomina e dunque il 28 agosto 2019 impediscono quanto meno l’adozione degli atti gestionali ordinari e rilevanti. Atti gestionali ordinari che il Commissario designato, Dr. Giuseppe Privitera, omette nell’ esercizio malgrado le scriventi abbiano avuto conoscenza ”de relato” di una nota indirizzata anche a quest’ultimo, da parte dell’Assessorato alla Famiglia prima citato che ingiungeva, al nominato in premessa,  l’esercizio in regime di prorogatio delle funzioni inerenti all’incarico. Se così fosse si sollecitano gli organi inquirenti ad approfondire l’argomento esercitando le previste attività d’indagine.

Inoltre, si ha notizia di attività ispettive e di controllo esercitate recentemente al Comando Carabinieri N.A.S di Ragusa, dal Comando Vigili Sanitari dell’ASP 7 di Ragusa e da altri Enti. Ora, poiché la mancanza d’interlocuzione al rilascio in favore delle scriventi OO.SS delle copie di tali  Processi verbali di constatazione ex L. 241/90,  posta la scadenza del decreto di Nomina  dalle funzioni del Commissario  Dr. Giuseppe Privitera, impedisce di conoscere se si sia dato corso alle prescrizioni operative disposte a carico della struttura, (prima fra tutte………)  non si ha contezza della regolarità operativa dell’O.P Rosso in Chiaramonte Gulfi. Se così fosse si sollecitano, sotto questo punto di vista gli organi inquirenti ad approfondire l’argomento esercitando le previste attività d’indagine.

Al fine di determinare adeguati livelli di attenzione nei confronti della grave situazione venutasi a creare, ci riserviamo di attivare opportune misure sindacali, non escludendo un sit-in di protesta nei pressi della Prefettura.”

 

di Redazione

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