Postato in data 4 aprile 2021 Da In Politica

CHE “RAZZA” E’ LA POLITICA SICILIANA di Paolo Caruso

Da un indagine della procura di Trapani protrattasi per diversi mesi sono emerse delle presunte responsabilità a carico della politica regionale siciliana, dell’assessore alla salute Razza, di alcuni funzionari, e di un dipendente della stessa società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato. Un ulteriore scandalo, dopo quello degli appalti milionari truccati dell’estate scorsa all’ASP di Palermo che investe in questi giorni la sanità siciliana per i presunti dati covid taroccati inviati a Roma al ministero della salute.

La presunta falsificazione e la manipolazione dei dati relativi ai malati e ai morti per covid nell’ultimo semestre sembrerebbe essere servita  a non fare scattare la zona rossa in Sicilia con tutte le norme restrittive che ne conseguono. Un atto cinico volto ad ostacolare l’azione del governo nazionale, e che ha esposto ulteriormente i cittadini siciliani al propagarsi della pandemia e al rischio gravissimo di ammalarsi.

Un atto cinico volto a garantire un ritorno elettorale a quei politici che non hanno saputo gestire l’emergenza covid in Sicilia e che oggi ci fa restare lo stesso allibiti nel constatare quanto all’interno della politica possano annidarsi esponenti di così infimo spessore morale, che con comportamenti miserabili e irresponsabili umiliano le istituzioni, ne minano la credibilità, mettendo in discussione la stessa salute dei cittadini. Oltre l’aspetto prettamente giudiziario, coinvolge piuttosto l’assoluta inadeguatezza della regione Sicilia che al pari di altre regioni non riesce a gestire il caos e una situazione complessa quale è quella della pandemia.

Ci sarà sicuramente incompetenza, superficialità, incapacità politico amministrativa, dopo i tagli massicci alla sanità pubblica e decenni di sprechi e di clientelismo asfissiante, in questo angolo buio dell’inefficienza della politica e della burocrazia siciliana. Sarà comunque la procura a verificare l’entità delle ingerenze politiche sulla falsificazione dei dati pandemici in Sicilia e comunicati all’istituto superiore di sanità, e a scrivere la parola fine a questa brutta storia  tutta siciliana.

Nel frattempo sarebbe opportuno che il ministro alla salute Speranza inviasse i commissari ministeriali per vederci chiaro sui presunti brogli e chiarire così questa vergogna, dove i cittadini rappresentano la parte offesa di un sistema politico marcio e di una amministrazione pubblica compiacente. La Sicilia, culla del trasformismo gattopardiano, violentata da anni di malversazioni e prevaricazioni, e soggiogata da amministratori corrotti e disonesti, così risulta ancora una volta sfigurata nella sua immagine e nella sua credibilità.

Dott. Paolo Caruso

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