Postato in data 16 maggio 2019 Da In Eventi

ANIME RINASCIMENTALI E SCATOLE DI COLORE NELLA PERSONALE DI SIMONE GERACI

SABATO ALLE 19.00 L’OPENING DI ‘ECHOS’ A CURA DI CRISTINA COSTANZO ALLE QUAM DI SCICLI

 

SCICLI (RG) – Sabato 18 maggio alle 19.00 l’opening di ‘Simone Geraci_Echos’, a cura di Cristina Costanzo, alle Quam di Scicli. Oltre quaranta opere, tra cui un trittico di più di tre metri, realizzato appositamente per questo progetto. Tutti lavori recenti, tele e carte, che portano in mostra uno spaccato della ricerca di questo grande emergente palermitano.

“I riflessi lunari, fortemente evocativi, di questa produzione con predominanze di blu, che spesso vira verso i verdi ottani o turchesi – scrive la curatrice Costanzo in catalogo – si affiancano al tema dell’apertura su porzioni (e sospensioni) spazio-temporali, date dall’inserimento, tanto scenografico quanto simbolico, di elementi ‘altri’ che comprimono il dinamismo dell’immagine protagonista per elevarla al piano poetico dell’icona”.

“I soggetti protagonisti delle sue tele sono rinascimentali – aggiunge Antonio Sarnari di Quam – per la bellezza classica e per i movimenti delicati, portati al contemporaneo da geometriche scatole di colore”.

Simone Geraci ha all’attivo molti progetti di gruppo in Italia e all’estero, è seguito, tra le altre, dalla Galleria Salamon di Milano, ed è stato presente in importanti fiere d’arte come Scope di Basilea, Affordable di Milano, Just Maid di Madrid e più volte a Parigi, dove ha raccolto molti apprezzamenti per la pittura e anche per l’incisione. Quella alle Quam di Scicli è una delle mostre più complete e ricche mai fatte dall’autore, un progetto in cui si raccoglie la ricerca finale delle tele precedenti al 2017, a dominante rossa, il lavoro su carta, molto apprezzato, e le nuove tele che rappresentano il lavoro degli ultimi due anni.

L’opening di “Simone Geraci_Echos” è per sabato 18 maggio alle 19.00, l’ingresso è gratuito e in mostra si potrà richiedere il libro della mostra con la presentazione integrale della curatrice Cristina Costanzo.

 

La Redazione

 

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